20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca

Stangata dalla Provincia. Multe per 2,3 milioni di euro


TARANTO – C’è qualcosa che non quadra nell’attività della nostra Polizia Provinciale. E quel qualcosa emerge chiaramente dalla rendicontazione di fine anno consacrata nella determina del dirigente Stefano Semeraro. In quel documento si legge, nero su bianco che, l’anno scorso, gli uomini della Polizia Provinciale hanno prodotto una marea di verbali. Che si è concretizzata in sanzioni per oltre due milioni di euro. Due milioni e 368.000 euro per la precisione. Questa imponente massa di denaro e multe rinviene in larga parte da contravvenzioni che i poliziotti provinciali hanno elevato per infrazioni al codice della strada. Nel computo delle multe, infatti, 1.354.000 euro sono riferibili a questa voce. Mentre un altro milione di euro proviene da sanzioni di natura amministrativa.

Ora, al di là della meritoria attività di repressione di chi passa con il rosso o impegna le corsie preferenziali, va anche decifrato il lavoro della Polizia Provinciale. E se effettivamente questa attività rispecchia le finalità del corpo. A lume di naso, pizzicare i furbetti al volante è compito di altre forze. Dei vigili urbani, per fare l’esempio più semplice. Dalla Polizia Provinciale ci aspetteremmo un lavoro più attento nel reprimere fenomeni come il bracconaggio e l’inquinamento. E cosa si scopre scorrendo il rendiconto del dottor Semeraro? Che in tutto il 2011 gli uomini della Polizia Provinciale hanno redatto multe per soli duecento euro per infrazioni alle normative sulla pesca e multe per poco più di 10.000 euro per infrazioni al regolamento della caccia. Salta all’occhio una evidente sproporzione tra i risultati dell’attività, per così dire istituzionale, e quella per le infrazioni al codice della strada. Viene da pensare un maggior impegno, o forse una maggiore facilità nell’attaccare gli indisciplinati alla guida. Ed allargando il discorso si potrebbe malignare che è più redditizio per la stessa Provincia incamerare il ritorno di tutte quelle sanzioni, piuttosto che disporre maggiori controlli sul territorio contro i fenomeni del bracconaggio e della pesca selvaggia. Interrogativi che giriamo ai vertici di Palazzo del Governo e allo stesso dirigente della Polizia Provinciale.

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