25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

Un regolamento per rendere comuni i beni della città

Le proposte della “rete” aspettando il via libera di Palazzo di Città


«La nostra proposta non vuole trasformarsi in una forma alternativa di privatizzazione».

Umberto Castaldo, segretario della Rete Beni Comuni di Taranto e provincia mette in chiaro le finalità dell’azione della “rete” composta da quaranta associazioni. Stamattina, assieme al segretario dei Giovani democratici, Claudio Leone, ha presentato la proposta progettuale che attende l’approvazione del “regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministratori per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”.

Il regolamento, che dal febbraio del 2015 è nelle mani della commissione Affari Generali del Comune, è composto di 36 articoli che disciplinano proposte, iniziative e progetti presentati al Comune, affi nchè ci si possa occupare di un “bene comune” (un’aiuola, un giardino, una rotonda, un campo incolto, un palazzo, un locale, un cinema, un’area inutilizzata, un’area demaniale).

«Ad oggi, nella città di Taranto, non esiste alcuna normativa – ha spiegato Castaldo. Gli stessi Baraccamenti Cattolica, ex area demaniale, sono stati oggetto di occupazione da parte di associazioni che, in assenza di regolamenti, stanno utilizzando, a proprie spese, diversi spazi inutilizzati. Il regolamento prevede, quindi, che cittadini singoli, associazioni, imprenditori, tramite una convenzione con l’Ente, si occupino di beni comuni affinchè la comunità possa fruirne e goderne. Il Comune stesso può proporre un bando che consenta a chiunque di occuparsi di un bene da utilizzare per la cittadinanza. Quindi il regolamento è un testo che facilita l’azione dei cittadini per il bene stesso della città e che, in una fase storica come quella attuale, permette al Comune, tramite la partecipazione attiva del cittadino, di potenziare il decoro urbano della propria città e recuperare siti destinati al tempo libero, all’arte, allo sport, ai giochi per bambini e spazi di ritrovo per anziani».

Aspettando il via libera del Comune al regolamento, tra i progetti in campo anche quello riguardante il Palazzo della Cultura. Un mese fa è nato il comitato “Utenti attivi Biblioteca Acclavio”. Tra i promotori anche Claudio Leone. «Considerata la necessità, per il nostro territorio, di dover incentivare la cultura, oramai, sempre più protagonista assoluta nel favorire coesione sociale e sviluppo economico, vogliamo metterci in gioco per ampliare i servizi della Biblioteca Comunale. «Il Palazzo della Cultura di Taranto è ritenuto da tutti gli studenti tarantini un luogo importante di aggregazione ed elaborazione culturale. Quotidianamente essa eroga servizi come la consultazione e prestito testi, mettendo a disposizione spazi fruibili per lo studio, ma anche per manifestazioni culturali e seminari. Come utenti della struttura, riconosciamo il suo inestimabile valore ma siamo certi che possa consolidare la sua funzione di “contenitore culturale urbano”. Il comitato “Biblioteca Acclavio”, composto prettamente da giovani, ha l’obiettivo di valorizzare al massimo il Palazzo della Cultura di via Salinella. Vogliamo elaborare progetti e formare gruppi di “Cittadini Attivi” disposti a dedicare una parte del loro tempo per migliorare la diffusione e la fruizione di ogni tipo di attività culturale a Taranto».

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