06 Marzo 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Marzo 2021 alle 18:00:25

Cronaca

Mr AcciaItalia: pronto a chiudere la fabbrica

“Clima ostile”, Arvedi minaccia lo stop alla Ferriera di Trieste


Un “clima ostile” alla fabbrica in ragione dell’allame ambientale ed il patron che si dice pronto a chiudere il Siderurgico. No, non si parla dell’Ilva di Taranto ma di un altro storico stabilimento italiano, la Ferriera di Trieste.

Oggi si chiama Siderurgica Triestina ed è in mano a Giovanni Arvedi, frontman di quella cordata AcciaItalia data in pole position per l’acquisizione del gigante d’acciaio tarantino e che non ha nascosto in passato l’intenzione di far lavorare in sinergia le due realtà produttive. Come riporta Il Piccolo, Arvedi avrebbe manifestato «estremo disappunto» rispetto «al clima mediatico, politico e giudiziario che si sta determinando» con riguardo all’attività dello stabilimento tristino.

Come si legge nell’edizione online del quotidiano triestino, «Arvedi non ha usato mezzi termini e nel prosieguo del suo intervento ha evidenziato come ‘l’attuale clima politico nei confronti dell’azienda – si legge sempre nella nota sindacale – rischi di compromettere la possibilità della continuazione del progetto industriale e del risanamento ambientale’. Il presidente del gruppo non si è fermato qui. Sempre secondo quanto riferisce il comunicato sindacale ha dichiarato chiaramente che “se entro il 28 febbraio non saranno chiariti questi fatti” verrà meno l’approvvigionamento delle materie prime necessarie alla prosecuzione dell’attività produttiva dello stabilimento».Arvedi ha dunque, secondo i sindacati, «lasciato intendere, di fatto, la possibilità reale della cessazione delle attività della fabbrica».

Le normali scorte di materie prime consentono di proseguire l’attività per due mesi. Ciò significa che la produzione si arresterebbe entro la fine di aprile. I sindacati parlano di «rischio reale di una grave crisi occupazionale» mentre il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha parlato di «ricatto alla città». «Il Comune – le parole di Dipiazza a Il Piccolo – sta facendo solo quello che deve fare per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori e accertare che l’azienda stia ottemperando alle prescrizioni imposte dall’accordo di programma e dall’Aia, affinché ci siano effetti tangibili sul miglioramento della salute e qualità della vita dei cittadini di Servola. Purtroppo dai dati che abbiamo, dalle indagini che sono state fatte, dagli atti dell’azienda di non voler rispettare quanto indicato nell’accordo di programma, vedi copertura dei parchi minerari, le preoccupazioni sono molte e fondate. Mi spiace che Arvedi, come riportato dal comunicato sindacale, si esprima in tal senso, ma il Comune di Trieste fa solo quello che deve – conclude – per tutelare la salute dei cittadini e lavoratori di tutta la città».

L’eco di quanto accade a Trieste arriva sino a Taranto. E non pare davvero uno scenario rassicurate

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