Cronaca

Violenza contro le donne. Nasce un movimento

Si chiama “Non una di meno”. Ne fanno parte donne di Taranto, Pulsano, Leporano, Manduria, Faggiano, Lizzano, Grottaglie, Fragagnano, Carosino e San Giorgio


Nasce il Movimento “Non una di meno”. Ne fanno parte donne di Taranto, Pulsano, Leporano, Manduria, Faggiano, Lizzano, Grottaglie, Fragagnano, Carosino e San Giorgio che coinvolgeranno, nell’immediato futuro, donne, delle istituzioni, sindacati, l’associazionismo nel suo complesso, dei paesi della zona orientale della provincia di Taranto per aderire allo “Sciopero delle donne” che si terrà il prossimo 8 marzo in tutto il mondo.

“Vogliamo unirci alla marea globale determinata a rifiutare la violenza contro le donne in tutte le sue forme, l’oppressione psicologica, culturale e istituzionale che relega le persone in ruoli stereotipati, lo stupro e le molestie, l’abbattimento delle risorse destinate ai centri antiviolenza, la precarietà e i tagli del welfare che ci obbligano a svolgere il lavoro di cura e riproduttivo gratuitamente o in cambio di un misero salario, gli attacchi alla libertà sessuale e ai diritti riproduttivi, le discriminazioni e le gerarchie di genere che fin dai banchi di scuola invadono i media e l’intera società, il razzismo che colpisce ogni giorno le migranti- si legge in una nota- il 2 febbraio scorso, le tante donne presenti all’incontro, che si è tenuto all’interno del castello De Falconibus di Pulsano, si sono date una provvisoria forma di coordinamento per poi rivedersi nei giorni successivi l’incontro nazionale che si è tenuto il 4 e 5 febbraio a Bologna al quale ha partecipato una componente del neo coordinamento.

Un prossimo incontro per essere messe al corrente della piattaforma che le oltre 1600 donne che si sono incontrate a Bologna approntando attraverso gli otto tavoli di lavoro tematici predisposti e per ricercare la più opportuna forma di “Sciopero” nell’accezione più flessibile del termine. Niente fiori e cioccolatini, dunque: non c’è nulla da festeggiare, ma tutto da cambiare. Trasformare l’8 marzo in una giornata di lotta facendo tesoro del diffuso bisogno di confronto che parte dal basso sul contrasto alla violenza maschile e su tutte le forme di discriminazione verso le donne. L’iniziativa globale si rivolge principalmente alle donne, ma intende anche coinvolgere, per ricercare soluzioni condivise, gli uomini, mariti, compagni, padri, fidanzati, fratelli, nonni, amici”.

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