17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

«Il cielo di Taranto ritornerà blu»

Jindal rilancia: decisivo l’utilizzo del gas con il carbone


«L’utilizzo del gas in siderurgia in sostituzione del carbone non è una chimera o una fantasia irrealizzabile.

È una realtà tecnologica e industriale che applichiamo da tempo nelle nostre acciaierie in India. Se ci aggiudicheremo l’Ilva con la compagine di AcciaItalia, sarà con il preridotto e altre soluzioni tecniche basate sul gas che faremo tornare blu il cielo e pulita l’aria di Taranto ed elimineremo sostanze nocive cancerogene come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) che sono conseguenza dell’uso del carbone».

Lo afferma in un’intervista al Sole 24 Ore Sajjan Jindal, presidente di Jindal South West, società indiana entrata a novembre nella cordata per Ilva di Acciaitalia. L’industriale indiano rilancia, quindi, dopo l’intervista rilasciata a Siderweb e ripresa ieri dal nostro giornale «Per me è giusto parlare di Vision Italia. Non abbiamo mai compiuto un investimento in Europa. Lo vogliamo fare per la prima volta. Con questa operazione giochiamo in Europa e scommettiamo sull’Italia per l’esperienza che caratterizza le maestranze del settore manifatturiero italiano», spiega.

«Le ragioni imprenditoriali che ci hanno spinto a entrare in AcciaItalia sono indipendenti dalla vicenda della famiglia Riva». Tra i motivi, sottolinea, c’è «prima di tutto la consapevolezza che l’Italia è uno dei maggiori mercati europei per l’acciaio, che ancora oggi ha un potenziale di 30 milioni di tonnellate annue ed è importatore netto di acciaio, soprattutto dei prodotti piani». «Pensiamo di investire una cifra significativa, nell’ordine di diversi miliardi di euro. L’obiettivo è arrivare, in un periodo compreso fra i tre e i cinque anni, a produrre fra i 10 e i 12 milioni di tonnellate all’anno. Sei milioni di tonnellate con le tecniche tradizionali e fra 4 e 6 milioni di tonnellate prodotte con tecniche alternative, fra cui l’utilizzo diretto del gas nel processo produttivo, il preridotto e il forno elettrico ad arco che consentirebbe di dare maggiore flessibilità ai livelli produttivi». «Chi è ostile al preridotto, è ostile perché non lo sa utilizzare e non lo sa implementare nelle acciaierie» ha detto Jindal nell’intervista al Sole 24 Ore.

«Noi siamo il primo gruppo siderurgico indiano per volumi e redditività. Produciamo 18 milioni di tonnellate all’anno, 4 dei quali con la tecnologia del preridotto. E lo facciamo in un Paese, l’India, dove il gas costa di più e dove ci sono meno pipeline con cui approvvigionarsi rispetto all’Italia. Attraverso il preridotto e con la copertura totale dei parchi minerali, a Taranto sarà possibile abbattere drasticamente l’impatto ambientale dell’impianto siderurgico. L’effetto sarà dirompente per gli standard europei di produzione dell’acciaio. Per questo alcuni acciaieri criticano questa soluzione, per non doverla adottare anche loro, sostenendo i relativi investimenti, quando sarà chiaro che è realizzabile e redditizia. Alla nostra particolare vocazione al preridotto e alla sicurezza, si aggiungono le competenze tecnologiche che ci sono state trasferite, in fatto di salvaguardia dell’ambiente, dai nostri azionisti di minoranza, i giapponesi di JFE, che detengono il 15% del nostro capitale e hanno una grande cultura di qualità e di basso impatto ambientale. In questo cammino non saremo soli, insieme agli altri membri di AcciaItalia, faremo ripartire una grande acciaieria e cambieremo il volto di Taranto: sarà un connubio tra le nostre competenze e l’esperienza dei nostri soci italiani».

Nel lungo colloquio con il quotidiano di Confindustria Sajjan Jindal parla anche dell’aspetto sociale dell’auspicato investimento a Taranto: «Porterei la filosofia che caratterizza la nostra attività in India. Dove abbiamo gli impianti, dialoghiamo molto con la comunità, contribuiamo alla sua crescita sociale, investiamo nella sanità, nello sport e nell’educazione dei giovani. A Taranto, per esempio, condivido il desiderio di Del Vecchio: finanziare e sostenere gli ospedali dedicati ai bimbi che hanno malattie dovute all’inquinamento».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche