02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 20:22:00

Cronaca

Scazzi, ultimo atto: condanne confermate

Ieri il verdetto della Cassazione. Ergastolo a Sabrina e Cosima


L’ultimo atto (ma sarà poi vero?) va in scena poco dopo le 10 di ieri. Sono stati confermati gli ergastoli per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, condannate in Corte di Assise e in Appello per l’omicidio della 15enne Sarah Scazzi, rispettivamente nipote e cugina delle due imputate, strangolata il 26 agosto del 2010 ad Avetrana. ‘

’Secondo me è una sentenza giusta, netta ed equilibrata, fatta sulla base di prove certe e di un lavoro che non è durato un mese o un anno ma tanti anni, da parte di persone fortemente motivate che hanno fatto una cosa eccezionale”, ha commentato alle agenzie di stampa Claudio Scazzi, fratello di Sarah. Insieme a lui a Roma, ad attendere il pronunciamento, c’era anche il padre Giacomo. ‘

’Secondo me tutto il Paese – ha aggiunto – deve ringraziare le persone che hanno lavorato a questo caso che hanno dimostrato che in Italia la giustizia c’è, magari non sempre, ma ogni tanto c’è”. Claudio Scazzi ha confermato che la madre, Concetta Serrano Spagnolo, che si trova ad Avetrana, è stata informata della sentenza. “Anche lei si è sempre affidata alla Procura – ha detto – e siamo stati sempre fiduciosi nel loro lavoro. In Italia ci sono persone che lavorano con coscienza e poi i risultati arrivano. Sarah ha ricevuto giustizia’’.

ZIO MICHELE VERSO IL CARCERE – Anche per Michele Misseri, lo zio di Sarah, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Per effetto di questa sentenza “Zio Michele”, che dopo una serie infinita di dichiarazioni, accuse e smentite, è tornato ad auto-indicarsi come unico responsabile del delitto, dovrebbe essere portato a stretto giro di posta in quel carcere dove ha già trascorso diversi mesi di detenzione. Dal 6 ottobre del 2010, la sera in cui fece ritrovare agli inquirenti il corpo della ragazza in un pozzo di contrada Mosca, alla tarda primavera del 2011, quando venne scarcerato perché nel frattempo aveva chiamato in correità la figlia Sabrina e, poi, l’aveva accusata di essere l’unica responsabile dell’omicidio.

GLI ALTRI IMPUTATI – Tutti i ricorsi contro la sentenza di Appello sono stati rigettati, anche per gli imputati minori. Confermate, quindi, le condanne a un anno e quattro mesi per Giuseppe Nigro, imputato di favoreggiamento, a un anno e quattro mesi per Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina Misseri per favoreggiamento personale, a cinque anni e 11 mesi a Carmine Misseri, fratello di Michele per concorso in soppressione di cadavere.

LA DIFESA NON SI ARRENDE – Cosima e Sabrina “sono due sventurate, combatteremo fino alla fine perché è una battaglia per la giustizia: è un enorme errore giudiziario”. Lo ha detto Roberto Borgogno, difensore di Cosima Serrano, condannata all’ergastolo assieme alla figlia Sabrina dalla Cassazione. “Rimaniamo convinti – ha detto Borgogno – che c’è un colpevole, Michele Misseri, e due innocenti che stanno scontando la pena al suo posto”. Ieri il sostituto pg Fulvio Baldi poco prima aveva sostenuto la colpevolezza delle due imputate al di là di ogni ragionevole dubbio. “Sono convinto della ricostruzione colpevolista della sentenza d’appello”, basata su elementi certi; i giudici tarantini, ha detto il rappresentante dell’accusa, “hanno fatto a meno” delle dichiarazioni e dei ripensamenti del contadino di Avetrana.

“Sabrina – è la ricostruzione del movente secondo il magistrato – era in uno stato di agitazione e nervosa frustrazione, accusava Sarah di aver contribuito alla fine della storia con Ivano Russo, di aver rivelato dettagli della sua condotta sessuale gettando discredito su di lei e sulla sua famiglia. La madre solidarizza, con un atteggiamento da ‘madre del Sud’. Ne nasce una discussione in cui Sarah risponde da 15enne, scappa via, ma riescono a raggiungerla per darle la lezione che merita, una lezione evidentemente assassina. Poi danno ordine a Michele Misseri di disfarsi del corpo”. Oggi la sentenza, per l’ultimo grado di giudizio. Ma sarà davvero la fine di questo giallo infinito?

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