25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Racket delle cozze, il capo era intercettato in carcere

Le indagini che hanno portato al blitz “Piovra 2 - Respect”


Il capo incastrato dalle intercettazioni ambientali effettuate in carcere.

A partire dal mese di maggio del 2016, dopo il blitz Piovra, gli investigatori hanno scoperto che era ancora in atto, da parte di persone vicine agli arrestati, l’attività estorsiva ai danni degli imprenditori del settore della mitilicoltura. I colloqui intercettati tra Massimo Ranieri e i familiari autorizzati a parlare con lui nella casa circondariale hanno fatto emergere il ruolo di Cosimo Ranieri, figlio del detenuto Damiano il quale, facendo valere una sorta di diritto ereditario sulla riscossione del “pizzo”, spendendo il nome del padre e con il pretesto del pagamento delle spese legali per il procedimento penale, avvicinava i miticoltori pretendendo la consegna di denaro e in qualche occasione anche di mitili da rivendere in nero. In caso di diniego minacciava di rubare i prodotti dagli impianti.

Lo scenario è mutato dal 27 luglio del 2016 quando Massimo Ranieri è stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Dopo un brevissimo periodo di assestamento quest’ultimo ha estromesso di fatto il nipote Cosimo dal giro delle estorsioni, promuovendo una autonoma associazione per delinquere composta dalla moglie 42enne e dai due figli gemelli 19enni e allargata al “collaboratore” Rodolfo Fiorino, unico componente esterno al gruppo. Come è emerso nel corso delle indagini Ranieri avrebbe coordinato le attività estorsive indicando i nomi delle vittime dalle quali pretendeva “il rispetto” (da qui il nome dell’operazione) e dirigendo i propri “collaboratori” a riscuotere i soldi ogni settimana. La moglie Elisa Scrima fungeva da raccordo, fornendo le necessarie istruzioni al telefono a Fiorino ed ai figli Cosimo e Simone, da considerarsi a tutti gli effetti le figure operative dell’organizzazione, quali “esattori”.

La donna ricopriva anche il ruolo di “tesoriere”. Se richiesto dalle circostanze il “gorilla” interveniva di persona per condurre a più miti consigli coloro che non erano intenzionati a pagare o a consegnare pesce e frutti di mare, violando le prescrizioni imposte dal suo status di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel territorio di Statte. Secondo gli investigatori l’estromissione dal giro di Cosimo Ranieri, figlio di Damiano, avrebbe avuto come conseguenza l’avvio dell’attività di pusher nel rione Tamburi e in Città Vecchia da parte del ragazzo, che avrebbe così compensato la fine dei guadagni intascati con le estorsioni .

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