15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca

Ilva, in città voci sul sequestro. E arrivano più CC


TARANTO – Il fuoco cova sotto la cenere. E la tensione che si respira a Palazzo di giustizia lo testimonia. Scorrono davvero le ore cruciali per l’inchiesta sull’inquinamento targato Ilva. E’ agli sgoccioli, infatti, l’attesa per la decisione del giudice Patrizia Todisco sulle richieste avanzate dalla procura. Impazzano voci su un probabile provvedimento cautelare che comporti la chiusura degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento. Una decisione che scaturisce dagli esiti delle due perizie al centro dell’incidente probatorio che si è chiuso lo scorso trenta di marzo. Due consulenze tecniche che hanno illuminato sulle conseguenze dei fumi e delle polveri sparate sulla città dalla gigantesca fabbrica dell’acciaio.

Particolarmente inquietante la parte della perizia epidemiologica in cui si sancisce che quelle emissioni inquinanti sono da mettere in relazione con eventi di malattia e di morte. Quel verdetto sembra spianare la strada ai panzer investigativi della procura che chiaramente non possono ignorare la spaventosa conclusione sottolineata dal pool di esperti. E che chiaramente fa da spartiacque nell’inchiesta in cui figurano indagati Emilio e Nicola Riva ed altri tre dirigenti del siderurgico, per disastro ambientale. Un eventuale provvedimento cautelare, peraltro, comporterebbe problematiche gravissime dal punto di vista occupazionale. A rischio ci sono cinquemila posti di lavoro dell’area a caldo, ma più di qualcuno ribadisce che in realtà è in gioco la sopravvivenza dell’intero stabilimento. Una ipotesi che terrorizza gli 11.634 dipendenti diretti che il gruppo Riva ha a Taranto, ma anche le migliaia di lavoratori che campano grazie all’indotto. La chiusura, inoltre, avrebbe ripercussioni su altri stabilimenti dello stesso gruppo industriale il cui ciclo produttivo dipende dai prodotti sfornati da Taranto. Se la determinazione del gip dovesse corrispondere alle voci che si rincorrono da giorni è ovvio attendersi manifestazioni di piazza da parte delle tute blu. Che già nel giorno della chiusura dell’incidente probatorio scesero in piazza dando una imponente prova di forza e di presenza. Proprio in quest’ottica l’inchiesta sull’Ilva riserva un profilo primario dal punto di vista dell’ordine pubblico. Stando a quanto si è appreso, dal Viminale è stato disposto l’arrivo di rinforzi per garantire l’ordine pubblico. Anche perchè nei giorni scorsi, proprio a causa del rincorrersi di notizie incontrollate si è potuta assaggiare l’intenzione dei lavoratori. Nella notte tra giovedì e venerdì scorso, infatti, nella fabbrica si dava per certo l’imminente sequestro. Ed i lavoratori erano già pronti ad organizzarsi a migliaia per bloccare le strade. Un’esasperazione comprensibile per chi teme di veder sfumare il lavoro intorno al quale si è costruito un progetto di vita.

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