16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 12:00:44

Cronaca

Legge Cervellera. Da Sel e Baio: Così ci salveremo


TARANTO – Una conferenza stampa per illustrare la recentissima legge regionale sulle “emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale”. Ma soprattutto un’occasione per rispondere agli attacchi arrivati da diversi fronti all’indomani dell’approvazione unanime da parte del consiglio. A Palazzo di Città oggi c’erano il primo firmatario delle legge, il consigliere di Sel Alfredo Cervellera, e, per il Comune, l’assessore Baio. “Vogliamo fare chiarezza sulla diatriba che è nata, con gli ambientalisti che hanno parlato di legge salva-Ilva da un lato e gli industriali, i livelli regionali di Confindustria con Bozzetto, che invece l’hanno etichettata come legge affossa-ilva e affossa imprese. Al centro c’è la legge, che non è nè l’una nè l’altra cosa.

E’ una legge rigorosissima dal punto di vista del rispetto e della tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori delle aree ad elevato rischio ambientale. Chiediamo maggiori controlli sulle emissioni inquinanti, di quelle in atmosfera come di quelle in falda e in mare, controlli in continuo, h 24, da parte dell’Arpa di tutto quello che sversano tutte le aziende”. Così Cervellera. “Non stiamo parlando solo di Ilva. Ma di tutte le aziende dell’area, anche dell’Eni che ha responsabilità molto forti e di Cementir, come dell’Enel di Brindisi. La legge si rivolge a tutte quelle attività che possono pregiudicare la salute dei cittadini. Una legge che non è stata studiata solo per l’Ilva; tanto è vero che nasce un anno e mezzo fa e va applicata ad un’intera area”. La prospettiva è più ampia. “Un esempio: se anche tutte queste industrie dovessero rispettare i limiti di diossine e benzoapirene potrebbe essere l’insieme a causare danni alla salute”. Viene introdotta la valutazione di danno sanitario. Chiamate a redigere un piano annuale (il primo a 90 giorni dal regolamento) sono Arpa Ares e Asl che, in presenza di criticità, sono tenute a contestarle alle aziende che dovranno predisporre entro 30 giorni un piano per ridurre le emissioni. In caso di inadempienza c’è la sospensione dell’impianto.

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