Cronaca

«Il parcheggio? Tutto legittimo»

Bitetti replica al nostro articolo sul progetto della società dei suoi familiari


Dal presidente del consiglio comunale, Pietro Bitetti, riceviamo e pubblichiamo questa replica al nostro articolo sull’area-parcheggio da realizzare a San Vito per iniziativa della società Tregi srl, di cui sono soci alcuni congiunti dello stesso presidente del consiglio.

Gentile direttore, desidero esercitare il diritto di replica in ordine al suo articolo pubblicato in data 25 febbraio riguardante l’area parcheggi che sorgerà a San Vito, progetto che chiama in causa alcuni membri della mia famiglia. Sono certo, conoscendo il suo rigore professionale, che a tale mio intervento riserverà stesso spazio ed evidenza dati alla notizia l’altro ieri. È vero: la società citata nella sua ricostruzione è formata da alcuni miei familiari. Come è vero che la famiglia Bitetti da ormai mezzo secolo opera in ambito economico, aspetto questo ben noto a chi conosce la storia della nostra città. È dunque pienamente legittimo che ci si possa adoperare per avviare un’altra attività imprenditoriale. Non siamo in presenza di un numero da circo: no, siamo in presenza di un’attività imprenditoriale e questo, fino a prova contraria, non è una colpa. La famiglia di un politico non vive d’aria e la mia, in particolare, non vive di politica.

Sottolineo questo aspetto per far rilevare che il progetto di un’area privata destinata a parcheggio pubblico è stato concepito nel solco di una tradizione d’impresa pluridecennale portata avanti con onore ed onestà; aggiungo che sull’area su cui sorgerà il parcheggio stesso, il Tribunale Amministrativo Regionale nel lontano 2000 aveva già riconosciuto alla proprietà un diritto sulla destinazione d’uso. A causa di quella che tecnicamente si chiama “mancata destinazione dell’area”, la proprietà avrebbe potuto chiedere i danni al Comune di Taranto ma non l’ha fatto.

La decisione di creare un’area parcheggi risponde ad una esigenza avvertita dalla popolazione della zona e più volte condivisa e richiamata, anche pubblicamente, dalla stessa Amministrazione comunale. Gli addetti ai lavori parlano in questo senso di standard urbanistici da rispettare per quelle zone prive, appunto, di parcheggi. In merito alla creazione della società proprietaria del terreno e sui tempi di approvazione del progetto, le sue righe lasciano purtroppo immaginare quel che non è: una sorta di corsia preferenziale rispetto ad altri progetti o provvedimenti. La società di scopo, costituita anche per quest’intervento, ha ottenuto il via libera dagli uffici competenti del Comune di Taranto i quali hanno esaminato tutte le pratiche di propria competenza rispettando rigorosamente il numero di protocollo e quindi l’ordine di ricezione delle stesse.

Quanto all’approvazione da parte dell’assise comunale, mi preme difendere l’operato dei consiglieri che si sono espressi sul punto in esame. I consiglieri che hanno votato non sono degli sprovveduti ma hanno esercitato liberamente le proprie funzioni in ragione dell’istruttoria preparata dagli uffici comunali e sulla base di una valutazione politica. Di più: lo stesso giorno, proprio la massima assise cittadina ha approvato un altro provvedimento relativo ad un’altra zona parcheggio in considerazione della necessità, lo ripeto ancora, di dotare il territorio comunale tarantino di nuovi spazi destinati a questo scopo. Si può essere d’accordo o no con questa scelta politica, ma liceità e trasparenza tanto della macchina amministrativa quanto dei consiglieri comunali sono fuori discussione.

Sono dunque tranquillo e non potrebbe essere diversamente. Faccio politica per passione e per offrire il mio contributo, per quanto modesto possa essere giudicato, per rendere migliore la nostra città. Non faccio politica per trarne vantaggio ed anzi rivendico la funzione dei politici, molti dei quali con l’impegno pubblico ci rimettono quasi sempre: sicuramente tempo, qualche volta anche il proprio equilibrio psicofisico. Perché fare politica è faticoso e taluni colpi bassi si superano solo con la fede in alcuni valori. Perché vede, direttore, non va di moda difendere la politica ma io lo faccio; non è popolare dire che abbiamo bisogno dei politici ma io lo faccio e continuerò a farlo. E non mi interessa se questo approccio non risponde alla logiche della deriva demagogica a cui sembriamo assistere impotenti. Come lei non avrà difficoltà a riconoscere, non ho mai replicato alle pur legittime critiche che un personaggio pubblico deve saper accettare.

Quando però la politica si trasforma in attacchi personali che ledono l’onore e la dignità delle persone, allora è giusto e doveroso difendersi con gli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico.

Lei ha esercitato il suo diritto di cronaca, io, in questo caso, quello di replica. Si sappia che ho la coscienza pulita. Mi auguro che la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale si svolga nel rispetto reciproco dei candidati sindaco e che anzi si faccia prevalere il dialogo e il confronto di programmi e idee per il futuro di Taranto. Se qualcuno, però, accecato dal fumus persecutionis si produrrà in calunnie e diffamazioni, non esiterò a denunciare. Buon lavoro.

Pietro Bitetti
Presidente del consiglio comunale

Nel nostro articolo non veniva fatta trasparire alcuna ipotesi di violazione di legge, ma solo una questione di opportunità. Facciamo cronaca, non altro. Il caso c’era e ne abbiamo parlato (e.f.)

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