27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2021 alle 16:40:07

Cronaca

Dipendenti Comunali, si apre lo stato di agitazione

L'assemblea dei lavoratori. Usb verso lo sciopero


«Chiediamo la revoca della delibera che riduce il fondo del salario accessorio».

E’ stato dichiarato, a conclusione dell’assemblea generale, lo stato di agitazione dei dipendenti comunali. Nell’ordine del giorno votato dai comunali si chiede la «revoca della delibera di Giunta che riduce il fondo. Il ripristino della determina dirigenziale (Risorse Umane) numero 1 del 2016. Quindi, si la Giunta ed il sindaco a farsi parti attive presso il Ministero per il sostegno delle ragioni del Comune per ciò che attiene le controdeduzioni ai rilievi degli ispettori del Mef».

I dipendenti comunali hanno deliberato anche «di essere pronti ad ascoltare e sostenere qualsiasi contributo politico che risulti utile alla risoluzione del problema». «Stiamo valutando con i nostri uffici legali – spiega Anna Maria Marra della Fp Cgil – la possibilità di ricorrere all’articolo 700 del vecchio statuto dei lavoratori. Una soluzione utile a tutelare il lavoratore che, durante il tempo che occorre per far valere il suo diritto in via ordinaria, vede questo diritto minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile. Quindi può chiedere, con ricorso al giudice, i provvedimenti d’urgenza necessari ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito». Anche Usb aderisce allo stato di agitazione.

«Durante l’incontro abbiamo sottolineato forte il nostro no ai tagli del salario accessorio e della produttività – dichiara Angelo Ferrarese, responsabile Usb P.I. -, richiedendo il ritiro immediato della delibera di ottobre e proclamando, come Usb, un nostro sciopero, pur appoggiando le tesi e la volontà di agitazione dei dipendenti comunali iscritti alle altre sigle sindacali. Non ci fidiamo dei confederali e siamo sempre più convinti che le loro azioni di lotta non sortiscano i risultati sperati. Quindi andiamo avanti per la nostra strada e non ci fermeremo finchè non otterremo i fatti».

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