Cronaca

Il “muro della vergogna” che blocca la “Scaletta Calò”

Ripartiamo da via di Mezzo


«Lo scempio di Città Vecchia vede in via di Mezzo il massimo degrado».

Questa la motivazione che ha spinto Calogero Cangialosi del “Gruppo Taranto” ad organizzare una iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione di incuria che avvolge il centro storico di Taranto. «Invitiamo tutti i tarantini ad intervenire pacificamente ma con determinazione, passione e con la consapevolezza di vivere una domenica mattina (5 marzo) da protagonisti per il futuro della propria città». Una delle “opere” più controverse si trova «all’altezza della Scaletta Calò”, vicino al complesso universitario Rossarol, dove c’è “il muro della vergogna”. Non permette nessun accesso o intervento ma copre e recinta la stupenda ma cadente struttura che inizia da via Duomo con un salto di quota di più di 10 metri. Via di Mezzo era una delle vie più vissute di Taranto».

«E’ una gravissima sconfitta cancellarla – spiega Calogero Cangialosi – si pregia di una architettura popolare unica composta da vicoli, scalette, postierle, jusi, ipogei, cortili e grotte. Il suo valore è inestimabile per cultura, storia, tradizione: pietre che narrano la vita delle 100 generazioni che l’hanno abitata». Quindi l’appello alla cittadinanza: “Tarantini ripartiamo dal restauro di via di Mezzo”. Non partiamo da zero ma dal piano di recupero e restauro (architetto Blandino). Il piano è pregevole, convalidato a livello internazionale, strutturale (cioè capace di modifiche opportune, per unità di progettazione e intervento). Ma per essere attuato un piano urbanistico ha bisogno del lavoro dei Comuni, che abbiano la volontà politica di attuarli. Con il restauro della zona di via di Mezzo tornerebbero tremila tarantini in case ben ristrutturate. Ma bisogna volerlo. Dopo 50 anni – conclude il referente del “Gruppo Taranto” – dobbiamo ancora lottare per convincere gli amministratori del restauro del nostro centro storico. L’opinione pubblica si dia da fare, è l’unica strada».

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