Cronaca

Tangenti alla Marina Militare, decide la Cassazione

Ricorsi per quattro indagati nell'inchiesta sulle bustarelle a Maricommi


Tangenti in Marina, la parola passa alla Cassazione.

I giudici della suprema corte decideranno se accogliere i ricorsi presentati per l’ex comandante di Maricommi Giovanni Di Guardo e per la sua compagna Elena Corina Boicea, difesi dall’avvocato Luca Balistreri, per il sindaco di Roccaforzata, Vincenzo Pastore, assistito dall’avvocato Salvatore Maggio e per l’imprenditore Giovanni Perrone, difeso dagli avvocati Salvatore Maggio e Michele La Forgia.

Com’è noto nei giorni scorsi la Guardia di Finanza del comando provinciale ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente di beni, per un valore di oltre 540mila euro, intestati al capitano di vascello Giovanni Di Guardo. L’ex direttore di Maricommi, che è attualmente agli arresti domiciliari nella sua casa a Catania, è coinvolto nell’inchiesta su presunte tangenti pagate per l’affidamento di appalti, servizi e forniture da parte del Commissariato della Marina Militare. Il provvedimento è stato firmato da gip Pompeo Carriere su richiesta del pm Maurizio Carbone.

Sotto sequestro sono finiti tre appartamenti (a Taranto, Roma e in una cittadina in provincia di Massa Carrara), due auto (Mercedes e una Porsche), partecipazioni societarie e conti correnti. L’inchiesta aveva fatto registrare il 2 febbraio scorso l’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare . Quattro persone sono finite in carcere e tre agli arresti domiciliari.

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