24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 16:49:01

Cronaca

Ilva, un nuovo sos per l’indotto in crisi

Appello al Governatore Michele Emiliano


Ieri mattina Fim, Fiom e Uilm hanno scritto al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e al presidente della Task-Force regionale della Puglia, Leo Caroli,per evidenziare la grave situazione di preoccupazione in cui versanoi lavoratori dipendenti delle aziende dell’Appalto e Indotto Ilva.

In considerazione della copertura degli ammortizzatori sociali che risulta non omogenea per i lavoratori delle innumerevoli ditte in difficoltà, Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto la riattivazione del “Tavolo della Vertenza”. Una richiesta che arriva all’indomani dell’accordo, siglato nel pomeriggio, per la cassa integrazione dei lavoratori del Siderurgico tarantino. Si riduce ad un massimo di 3mila 300 il numero di persone coinvolte con una media di 2500, a rotazione, negli ammortizzatori sociali. L’incontro è stato presieduto dalla viceministro Bellanova.

Ad essere interessati a rotazione, come indica l’Accordo sottoscritto, i reparti a monte e valle dello stabilimento di Taranto e delle altre unità produttive tra cui Marghera a cui sono destinate le lamiere e coils dello Stabilimento di Taranto. Grazie alle risorse (24 milioni) già allocate nel Decreto Mezzogiorno, approvato in via definitiva nelle scorse settimane, rimane invariato rispetto al 2016 il trattamento di indennità dei lavoratori, che in questo modo avranno garantito il 70per cento della retribuzione. “Un risultato importante e per nulla scontato. In continuità con l’attenzione messa in campo dal Governo Renzi, abbiamo mantenuto gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. Continueremo a monitorare la situazione con incontri bimestrali dedicati che io stessa presiederò, come ho proposto alle parti”, commenta Teresa Bellanova alla fine dell’incontro in cui è stata assistita dai Direttori Generali del Ministero Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro.

“Non sfugge a nessuno” prosegue “la la delicatezza del momento e la sua crucialità anche in relazione agli sviluppi futuri. D’altra parte è evidente come l’attività di impresa nel settore dell’acciaio sia ancora adesso fortemente influenzata dal protrarsi della crisi economico-finanziaria internazionale e dal progressivo deterioramento del mercato di riferimento in Europa. Nonostante ciò, e a maggior ragione proprio per questo, abbiamo condotto in questi mesi un lavoro silenzioso e rigoroso per mettere al riparo il reddito di tutti coloro che saranno coinvolti in processi di ristrutturazione e per dare un futuro all’Ilva”.

“Nelle prossime settimane, come noto”, conclude infine la viceministro, “giungerà a conclusione il percorso di formulazione dell’offerta da parte delle cordate di investitori. Ci conforta rilevare che l’interesse delle due cordate di investitori all’acquisto dei compendi industriali del Gruppo Ilva è alto, come emerge dalla stampa delle ultime settimane dove gli stessi si sono indirettamente confrontati. Le cordate stanno ora predisponendo l’offerta definitiva e pertanto, allo stato, i piani industriali non sono noti, come non è noto il prezzo di offerta. Ricordo, a scanso di ogni equivoco, che anche i piani ambientali dei due investitori devono essere adattati alle prescrizioni del Parere sicché è impossibile aprire confronti sui contenuti delle due offerte che alla procedura di amministrazione straordinaria perverranno, in busta chiusa, solo il 3 marzo per essere poi oggetto, nei successivi 30 giorni, di valutazione”.

Il Governo, inoltre, si è impegnato a riconvocare le parti entro la seconda decade di marzo per una informativa relativa in merito alle offerte di acquisto dell’Ilva. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e l’assessore al Lavoro Sebastiano Leo esprimono “soddisfazione” per l’accordo. “La disponibilità della Regione – hanno detto Emiliano e Leo – a sostenere la formazione e la riqualificazione dei lavoratori ha sicuramente favorito l’accordo sulla cassa integrazione; di conseguenza ad oggi è scongiurata ogni dichiarazione di esuberi”.

“Al di là dei numeri che sono relativi all’attuale scenario – sottolinea la Fim Cisl – non si tratta di esuberi, ma di cifre dettate dalla contingenza, l’aspetto che ci preme e su cui porremo la nostra attenzione, non è tanto il tipo di ammortizzatore o il peso dei coinvolti, ma di lavorare su un sistema di rotazioni, ricollocazioni e integrazioni tale da garantire il minor colpo possibile ai dipendenti”. L’Usb non firma. “Si è trattata dell’ennesima farsa: questi incontri erano del tutto scontati, perché se facciamo un’analisi dal decreto del 29 dicembre ad oggi, Ilva apre la Cigs, il governo ha già emanato il decreto per il sostegno a reddito dei lavoratori di Ilva in AS, con il decreto del 29, la Bellanova ci infila il fondo per 3.500 lavoratori, Ilva spara il numero di 5.000 cassa integrati e il numero magicamente si riduce a 3.300” spiega Franco Rizzo, coordinatore provinciale.

“All’interno del verbale non una sola parola sui livelli occupazionali”. La Fiom nazionale “giudica positivo l’accordo sottoscritto e riunirà tutti i delegati dello stabilimento di Taranto per illustrare i contenuti dell’accordo, acquisirne la validazione e sciogliere la riserva”.

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