27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

Ambiente svenduto, istanza delle parti civili: revocate la facoltà d’uso

E' stata presentata da un pool di legali che rappresentano le parti civili


Un’istanza di revoca della facoltà d’uso degli impianti Ilva è stata presentata ieri mattina da un pool di legali che rappresentano le parti civili al processo Ambiente Svenduto.

L’istanza adesso sarà vagliata dalla corte d’assise ed è motivata dalla mancata applicazione di diverse prescrizioni dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, e dal perdurare delle emissioni inquinanti e del fenomeno dello slopping. Nel pomeriggio dell'altro ieri è emerso che non potrà più accedere al patteggiamento ‘Partecipazioni industriali’ (ex Riva Fire), una delle tre società imputate ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche nel processo per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Lo ha deciso la Corte d’assise di Taranto che ha rigettato l’istanza dell’avv. Massimo Lauro per conto di Partecipazioni industriali che aveva chiesto lo stralcio della posizione della società davanti alla stessa Corte d’assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo in attesa di perfezionare l’istanza di patteggiamento, slittata non essendo rientrati in Italia i soldi dei Riva.

La somma, di circa 1,3 miliardi, è depositata in Svizzera e controllata da alcuni trust domiciliati nel paradiso fiscale di Jersey. Il patteggiamento, quindi, non potrà essere più presentato. Rigettata anche la richiesta di spostamento del processo a Potenza. Da segnalare la presenza di diversi cittadini che hanno voluto seguire l’udienza, come riporta una nota di ‘Giustizia per Taranto’.

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