09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 08:03:03

Cronaca

Ispezione nel carcere di Taranto

Radicali: Carenze strutturali, nonostante l’impegno di direzione e operatori


«Notevoli inadempienze per responsabilità prettamente regionali».

Nei giorni scorsi i Radicali hanno effettuato una vista ispettiva nel carcere di Taranto accompagnati dal presidente dell’ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume. A margine dell’iniziativ, Annarita Digiorgio ha dichiarato: «Grande l’impegno e gli sforzi compiuti da parte della direzione e degli operatori tutti, nonostante le carenze strutturali tra le quali la principale nella pianta organica di polizia penitenziaria, educatori e psicologi. Data la presenza del Presidente dell’ordine dei medici la visita si è soffermata sopratutto sulla parte sanitaria, di competenza della Asl. Importante l’impegno da parte del dirigente sanitario penitenziario subentrato da soli tre mesi. Nonostante questo ci sono notevoli inadempienze di responsabilità prettamente regionale.

Tra questa la più urgente la presenza di numerosi detenuti psichiatrici e ad evidenza psichiatrica che come ha riferito la direttrice Baldassari non solo non riescono ad essere gestiti dall’amministrazione come gli altri detenuti comuni vista la mancanza di struttura e operatori indicati, ma per i quali il carcere non serve a niente. Tali detenuti infatti erano prima inseriti negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. La legge poi è intervenuta per abolirli rimandando alle regioni il compito di sostituirli con la realizzazione di cosidette Rems: residenze per l’esecuzione di misura di sicurezza.

La Regione Puglia però non si è ancora adeguata alla legge costringendo cosi detenuti che non dovrebbero essere in carcere ma in comunita terapeutiche sanitarie di diverso tipo a trascorrere la loro detenzione in carcere, causando disagi gravisismi a loro, ai detenuti comuni e all’amministrazione penitenziaria».

Annarita Digiorgio dei Radicali ha anche sottolineato «che l’attuale Garante Regionale dei detenuti, nominato dal consiglio regionale 5 anni fa, non è mai presente in visita presso l’istituto ne si è mai adoperato per salvaguardarne i diritti, tanto che quello che dovrebbe fare lui da mandato lo fanno i radicali volontariamente: come ad esempio le visite ispettive, il colloquio con dipendenti e detenuti, il controllo del rispetto dei diritti di tutti, e le relative segnalazioni. Essendo scaduto il mandato, gia da qualche mese il consiglio regionale rimanda di consiglio in consiglio la nomina del nuovo garante.

Tra l’altro – ha spiegato Annarita Digiorgio – non si capisce con quale criterio sia nella terna in gara per la nuova nomina l’attuale garante che nulla ha fatto in questi 5 anni. Per questo, chiede Digiorgio, la nuova nomina venga fatta da parte del Consiglio regionale in maniera trasparente e pubblica allargando il dibattito a tutti gli operatori e associazioni che davvero ogni giorno si occupano di carcere. Al pari chiediamo venga fatto per il Garante Comunale dei detenuti di Taranto, istituito dal Sindaco a fine mandato e di cui a pochi giorni ci sarà la nomina. Chiediamo insomma che queste nomine vengano condivise e siano frutto di un reale impegno per la condizione disastrosa degli istituti penitenziari e non frutto di una silenziosa spartizione partitocratica. Il dr. Nume invece – conclude Digiorgio – verificate le condizione dell’area sanitaria si è impegnato a organizzare un tavolo di discusisone tra l’amministrazione penitenziaria e la asl per ragionare insieme sull’agire e i fabbisogni sanitari all’interno del carcere».

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