29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00


TARANTO – Come una pentola a pressione, pronta ad esplodere da un momento all’altro. E’ questa la sensazione che si respira all’interno dell’Ilva. Giorni ad alta tensione con la preoccupazione di perdere il posto di lavoro e il tam tam mediatico che dà per imminente il sequestro da parte della magistratura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. Le tute blu si organizzano. Venerdì alle 7 si raduneranno in assemblea alla portineria D e gli stessi sindacati (l’iniziativa è targata Fim Fiom e Uilm) non escludono che al termine ci possa essere una manifestazione. I lavoratori si dicono pronti a tutto. “Uniti più mai per difendere la vita” hanno dichiarato con in mente il precedente: il serpentone umano che lo scorso 30 marzo ha raggiunto la città.

Stamattina gli operai stavano preparando degli striscioni. Verranno stesi sul ponte vicino alla direzione Ilva, già teatro di vibrate proteste. Slogan del tipo “Coniugare occupazione e ambiente” o, ancora “Garantire i posti di lavoro per salvare Taranto”: un modo per comunicare all’esterno lo stato d’animo che si vive in fabbrica. Un messaggio chiaro. Che il segretario della Fim Cisl Mimmo Panarelli esplicita parlando di una tensione altissima: “Ci stiamo preparando. Perché immaginare una Taranto senza Ilva sarebbe la morte per tutti”. Intuibile come si affrontino questi giorni di “passione” all’interno delle famiglie che di Ilva vivono. Oggi in fabbrica i volti sono quelli di giovani uomini: un’età media di 35-37 anni e vite ancora tutte da costruire. “Sale la tensione tra i lavoratori dell’Ilva di Taranto. Le insistenti voci legate all’imminente azione giudiziaria della magistratura sullo stabilimento tarantino, creano forte agitazione tra i circa 20mila lavoratori che orbitano intorno all’importante polo siderurgico. Un incessante rincorrersi di indiscrezioni, spesso smentite in fretta, che animano il clima in fabbrica e fuori”. Per questo motivo le organizzazioni sindacali ioniche di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, hanno deciso di incontrare unitariamente i lavoratori dello stabilimento, attraverso un’assemblea programmata per venerdì dalle 7 alle 9, presso la portineria D. “Riteniamo indispensabile socializzare con tutti i lavoratori – dichiara Panarelli – quanto, in queste ore, sta avvenendo. Una questione che vede il sindacato in prima linea per la tutela dell’ambiente e del lavoro. Comprendiamo lo stato d’animo che accompagna i lavoratori insieme alle proprie famiglie. Siamo al fianco di ognuno di loro. E’ impensabile immaginare una razionalizzazione impiantistica. Siamo di fronte ad una fabbrica con produzione a ciclo integrale, per cui se qualcuno, per poter risolvere i problemi, pensa di chiudere l’area a caldo è sicuramente fuori pista. L’Ilva senza area a caldo non ha motivo di esistere. Il tutto naturalmente nel rispetto dell’ambiente”.

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