Cronaca

Genitori accanto ai bimbi prematuri. La svolta

Giovedì inaugurazione nel reparto di Unità terapia intensiva neonatale


Spesso i bambini prematuri devono passare i primi giorni della propria vita in un lettino di terapia intensiva neonatale.

In questi giorni i bambini, pur se assistiti h 24 dal personale sanitario, si trovano soli, senza i propri genitori vicini. Nelle maggior parte delle terapie intensive neonatali e così ancora nella nostra UOC ,i genitori sono ammessi in reparto solo per poche ore al giorno. Se da un lato questo protegge i bambini considerati più a rischio da eventuali fattori esterni che potrebbero incidere sulla loro salute, dall’altro impedisce che gli stessi “pazienti” possano beneficiare del contatto fisico di mamma e papà. Ed è proprio per questo motivo che, durante la Prima Conferenza Nazionale per la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno, è stato sottoscritto dal tavolo tecnico il documento “promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale e accesso ai genitori in reparto”.

La presenza dei genitori in UTIN contribuisce a creare quel clima di alleanza tra operatori e cittadini e, soprattutto per i prematuri e neonati critici,a ristabilire quel rapporto unico e diadico madre neonato , neonato famiglia fondamentale anche per favorire il latte materno. La presenza dei genitori diventa perciò fattore di eliminazione dello stress del neonato stesso come ampiamente dimostrato da numerosissimi studi clinici che hanno oltremodo dimostrato il favore verso una migliore protezione per lo sviluppo cognitivo,emotivo e relazionale. Il distacco invece dalla mamma e da questo insostituibile rapporto produce conseguenze gravi sul processo di attaccamento del neonato e di conseguenza su tutte le performances emozionali e cognitive.

«Questo documento apre finalmente le porte ai genitori nei reparti di terapia intensiva dichiara il dr. Oronzo Forleo, Direttore dell’Utin – Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Infatti stiamo sviluppando progetti in terapia intensiva neonatale attraverso i quali c’è il pieno coinvolgimento dei genitori nel percorso di cura del nascituro».

«Speriamo sia solo l’inizio di una grossa rivoluzione, la quale in Italia, a differenza di altri Paesi Europei, stenta a partire pur nella grande consapevolezza dell’enorme guadagno per il neonato , per i genitori, per gli operatori stessi e perché no , anche per tutta la nostra città in un particolare momento storico nel raggiungimento dei tanti bisogni di benessere. Il nuovo modello che propongo si avvale di un semplice sistema automatico di apertura della porta d’ingresso dell Utin attraverso un braccialeto digitale da fornire esclusivamente ai genitori istruiti su tutte le modalità di abbigliamento sicuro e di protezione per eventuali infezioni. E ancora genitori istruiti sul miglior comportamento da adottare al cospetto dei neonati nel rispetto della peculiarità dei loro bisogni». Per questa attività di tutoraggio saranno affiancati dal personale del reparto e da figure esterne delle associazioni onlus “Delfini e Neonati”, “Simba” e “Mister Sorriso” preparate per l’occasione.

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