Cronaca

Uccise la madre: è ancora in ospedale

Dura polemica del Sappe dopo l’omicidio della Salinella


“Ammazza la madre e lo “dimenticano” in ospedale”.

E’ la denuncia di Federico Pilagatti, segretario del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. “Una situazione diventata imbarazzante per tutti, scaricata alla polizia penitenziaria che ne sta pagando gravi conseguenze – dice il sindacalista- ci riferiamo all’omicidio avvenuto il 21 gennaio scorso a Taranto. D.G. ha ammazzato la madre, strangolandola a mani nude. Subito dopo l’omicidio è stato portato nel reparto psichiatria dell’ospedale di Taranto dove è ancora piantonato dalla polizia penitenziaria, senza che l’uomo sia mai entrato in carcere.

Si vuole premettere che prima di arrivare alla denuncia pubblica- prosegue Pilagattiil Sappe ha investito della questione l’amministrazione penitenziaria e gli altri organi competenti senza ricevere alcuna risposta. Il problema che ci preme denunciare è che D.G. che è ricoverato da più di un mese e mezzo in ospedale, ( nell’arco delle 24 ore, occorrono circa 12 agenti per la sorveglianza considerato che sarebbe pericoloso per sè e per gli altri) senza che si intravveda una soluzione per porre fine a questo ricovero.

Come tutti ormai sanno il carcere di Taranto è già fortemente penalizzato per la grave carenza di poliziotti a cui si aggiunge il sovraffollamento dei detenuti, per cui se non ci sarà una soluzione a breve, potrebbero verificarsi ripercussioni negative sulla sicurezza del carcere stesso- sottolinea il segretario del Sappe- riteniamo che sui manicomi giudiziari tanto si doveva fare per renderli confacenti alla dignità delle persone ristrette, ma nel contempo queste strutture dovevano rimanere aperte poiché erano gli unici luoghi dove è possibile trattare in maniera adeguata, detenuti con gravi problemi psichiatrici e con indole violenta. Invece si sono inventate le Rems (residenze per l’esecuzione misure di sicurezza) ) o le sezioni psichiatriche all’interno di alcune carceri che servono ben a poco, anche perché i posti a disposizione sono ridotti.

Chiediamo, perciò che la questione del detenuto ricoverato da mesi a Taranto venga affrontata con la massima urgenza dall’amministrazione penitenziaria, dalla magistratura competente, e dalle Asl che hanno disponibilità di posti nelle cosiddette Remsconclude Pilagatti- poiché non è più accettabile continuare in questo modo, anche in considerazione dell’enorme costo sia in termini di risorse , di uomini e di mezzi che tale situazione richiede, che poi ricade tutta sulle spalle dei cittadini, costretti a pagare questo ulteriore dazio”.

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