25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

Cronaca

Truffe alle banche: 3 in libertà

Il giudice ha revocato i domiciliari per l’operazione “Alter Ego”


Truffe alle banche: sono tornai in libertà il sessantacinquenne Giovanni Capozza, il cinquantaseienne Pierluigi Quarto e il sessantanovenne Michele Gatto, arrestati a dicembre scorso, dai carabinieri, con l’operazione “Alter Ego”.

Il gip del tribunale di Taranto , Giuseppe Tommasino ha revocato i “domiciliari” accogliendo le richieste degli avvocati Luigi Danucci, Celeste Giovedì Santo e Lorenzo Rubino. Si attende l’inizio del processo dopo le indagini condotte con i pedinamenti, acquisizioni di documenti bancari e filmati dei circuiti di sorveglianza delle banche. In una occasione addirittura Giovanni Capozza è stato colto in fragranza dai carabinieri mentre presentava una richiesta di prestito con un documento che riportava la sua fotografia ma con il nome di un’altra persona . Il raggiro ai danni delle banche è di oltre 100mila euro: tre arresti nell’operazione “Alter ego” condotta dai carabinieri.

Gli arrestati rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso, sostituzione di persona e truffa. Il nome dell’operazione si riferisce alla particolare capacità degli indagati di sostituirsi ad altre persone. Secondo l’accusa il terzetto avrebbe messo a segno i raggiri presentandosi nelle filiali bancarie e presso le agenzie di credito con nomi falsi e muniti di documenti d’identità e certificati di reddito taroccati. Le indagini sono state condotte, tra l’autunno del 2015 ed i primi mesi del 2016, dagli investigatori all’Aliquota radiomobile della Compagnia di Taranto.

Il via dopo un intervento eseguito in una filiale bancaria di Taranto da un equipaggio dell’Arma. I militari hanno accertato la presenza di un uomo, successivamente identificato in Giovanni Capozza, il quale presentatosi in filiale con altro nome e con un documento contraffatto, ha tentato di compiere una truffa ai danni dell’istituto di credito presso il quale, proprio con il documento falso aveva appena acceso un conto corrente sul quale i funzionari di banca avevano accertato un bonifico di ben 27.000 euro circa da parte di una nota agenzia di credito. Dopo aver identificato il presunto truffatore nella cui disponibilità, nel corso di una perquisizione, è stato rinvenuto il documento falso e grazie alle denunce sporte dai funzionari di banca, i militari hanno potuto ricostruire tutte le operazioni illecite.

Le indagini effettuate con servizi di appostamento e pedinamento, perquisizioni e sequestri di numerosi documenti hanno fatto emergere l’attività truffaldina. Sono poi emersi episodi analoghi. Grazie all’analisi del modus operandi gli investigatori hanno accertato l’uso di documenti d’identità falsi, l’attivazione di numerose utenze telefoniche a nome di altre persone, l’apertura di diversi conti correnti su cui fare confluire il profitto delle truffe. Per l’accusa Capozza ha ricoperto il ruolo del protagonista richiedendo in prima persona i finanziamenti e interloquendo con filiali bancarie ed agenzie di credito. Pierluigi Quarto era, invece, solito spacciarsi quale futuro genero di Capozza del quale era autentica “spalla”. Michele Gatto era, infine, destinatario di alcuni bonifici con il compito di rendere ardua e complicata l’individuazione del denaro che era stato acquisito in maniera illecita. L’attività investigativa ha consentito di documentare quattro finanziamenti illeciti riscossi dagli indagati per 111.150 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche