Cronaca

Un abbraccio per i bambini

L’Unità di terapia intensiva neonatale si apre ai genitori

Oronzo Forleo
Oronzo Forleo

L’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin) dell’ospedale Ss. Annunziata si apre, non solo per poche ore al giorno, ai genitori dei nati prematuri. Un’esperienza pionieristica, nel capoluogo jonico, che rompe la prassi ospedaliera per viaggiare verso la costruzione di uno “spirito civico evoluto”.

Ad annunciarlo, alla presenza anche del direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi, il dottor Oronzo Forleo, primario del reparto. “Si tratta di una sfida personale – sottolinea Forleo – credo fortemente in questo progetto che ora diventa realtà, nonostante lo scetticismo che ho raccolto intorno a me, espresso anche dai miei collaboratori. Siamo in un ambito del tutto nuovo per il Centro-Sud; rappresentiamo la seconda struttura sanitaria ad avventurarsi su questo terreno, dopo il Fatebenefratelli di Roma e questo spaventa qualcuno, come accade sempre con le novità”.

La terapia intensiva è, per sua natura, uno spazio che non ammette intrusioni, anche per proteggere i pazienti da eventuali agenti infettivi. L’iniziativa del primario e dell’azienda sanitaria mira a ricostituire il legame genitori-neonati, normalmente impossibile o assai ridotto in caso di ricovero prolungato dei piccoli in Utin. Il contatto fisico di mamma e papà è importantissimo per lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo del bambino, soprattutto se quest’ultimo è nato con delle criticità che lo costringono in ospedale per due o tre mesi. I genitori saranno coinvolti dunque nella quotidianità dei piccoli, all’interno dell’ospedale, e potranno assicurare ai propri figli le pratiche assistenziali più semplici, in una sorta di rapporto complementare con il personale medico e infermieristico.

aranno naturalmente preparati ad offrire il supporto ai neonati nella maniera più corretta e, in qualche modo, costituiranno anche un sostegno per gli stessi operatori sanitari. Partecipando al processo di cura, avranno anche la possibilità di entrare in contatto stretto con il lavoro ospedaliero e quindi acquisiranno una maggiore consapevolezza rispetto all’impegno che è richiesto ai medici e agli infermieri, in una Utin. L’iniziativa si muove sul binario disegnato dalla Prima Conferenza Nazionale per la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno, durante la quale è stato sottoscritto il documento “promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale e accesso ai genitori in reparto”.

Normalmente sono meno di una decina i neonati ricoverati in reparto, per due o più mesi, che presentano delle criticità importanti, ciascuno di loro potrà beneficiare della vicinanza fisica dei genitori. “Un grandissimo vantaggio per loro – fa rilevare il dottor Forleo – che in questo modo eviteranno lo stress del distacco e tutte le relative conseguenze. I genitori saranno dotati di un braccialetto elettronico per l’ingresso automatico in reparto, il dispositivo segnerà gli orari di ingresso e di uscita dallo stesso. Mamme e papà riceveranno anche istruzioni precise su come comportarsi e come vestirsi per garantire che l’ambiente ospedaliero resti protetto dalle infezioni”. Un’attività educativa che sarà affidata alle associazioni onlus “Delfini e Neonati”, della quale è presidente Dora Tagliente, “Mister Sorriso”, il cui presidente è Claudio Papa e “Simba”, la cui presidente è Debora Cinquepalmi.

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