27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 21:08:00

Cronaca

Tangenti in Marina, subito il processo per 17 indagati

Disposto il giudizio immediato al termine della clamorosa inchiesta


Bustarelle a Maricommi: a sei mesi dal primo arresto la Procura ha chiesto il giudizio immediato per 17 persone.

Il processo inizierà il prossimo 5 maggio dinanzi al tribunale collegiale. L’annuncio dato ieri mattina durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte il procuratore Carlo Maria Capristo, il procuratore aggiunto Pietro Argentino, il sostituto procuratore Maurizio Carbone, il comandante provinciale della Finanza, colonnello Gianfranco Lucignano, il comandante del Nucleo di polizia tributaria, ten. col. Renato Turco.

Tutto è iniziato il 14 settembre del 2016 quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, al termine di un servizio di pedinamento e appostamento, hanno arrestato il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, allora comandante di Maricommi e l’imprenditore Vincenzo Pastore, presidente di una cooperativa specializzata in lavori di pulizia e sindaco di Roccaforzata nell’ambito di una indagine per un appalto di 11 milioni e 300 mila euro. I due sono stati fermati, perquisiti e trovati in possesso di due buste contenenti 5 mila euro in contanti. Su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone sono stati arrestati per corruzione. Un primo riscontro investigativo nell’ambito di una indagine per vari reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e turbativa d’asta. Coinvolti diversi imprenditori tarantini che, per ottenere commesse dalla Marina Militare, avevano pagato tangenti.

Tre giorni dopo è stata notificata la custodia cautelare per concorso in corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti a Francesca Mola, tenente di Vascello della Marina Militare, diretta collaboratrice di Giovanni Di Guardo e responsabile dell’Ufficio contratti della Direzione di Commissariato di Taranto. Nell’ottobre del 2016, nell’ambito della stessa inchiesta, il gip Valeria Ingenito su richiesta del pm Maurizio Carbone ha emesso ulteriori 8 provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti sempre di Giovanni D Guardo, della sua convivente rumena, di cinque imprenditori e di un dipendente civile del Ministero della Difesa, per i reati di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti di corruzione aggravata e turbativa d’asta.

Intercettazioni telefoniche e una copiosa documentazione contabile e bancaria hanno consentito di scoprire l’esistenza di un cartello di imprese tra loro collegate per pilotare l’assegnazione a loro favore di oltre 200 appalti e affidamenti gestiti dalla direzione Maricommi, con l’estromissione delle altre ditte concorrenti e per assicurarsi profitti per quasi 5 milioni e mezzo di euro. Nell’ambito dello stesso provvedimento è stata disposta la custodia cautelare, prima domiciliare e poi in carcere, del luogotenente dei carabinieri Paolo Cesari, in servizio presso la Compagnia di Taranto.

Risponde di rivelazione e di utilizzazione di segreti d’ufficio e di induzione indebita a dare o promettere utilità. Agli inizi dello scorso mese di febbraio il gip Pompeo Carriere ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere sempre nei confronti del dipendente civile del Ministero della Difesa e di due imprenditori, uno dei quali già detenuto nella casa circondariale di Pisa, e agli arresti domiciliari nei confronti di altri due imprenditori. il 22 febbraio scorso il gip Carriere, su richiesta del pm Maurizio Carbone, ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie di Giovanni Di Guardo, per 546mila euro, somma pari al profitto illecito ricavato dall’indagato con la corruzione che gli consentiva di percepire il 10% degli affidamenti diretti e degli appalti gestiti da lui.

Nei giorni scorsi il pm Carbone ha interrogato i capitani di vascello Massimo Conversano e Gerardo Grisi, entrambi del Comando Logistico della Marina Militare di Napoli e indagati per il reato di influenze illecite e l’ispettore della Polizia di Stato Fortunato Giunta, in servizio presso la Questura di Taranto, indagato per il reato continuato di rivelazione di segreto d’ufficio. Il processo al via quindi il 5 maggio. Nel collegio di difesa, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Maggio, Luca Balistreri, Gaetano Vitale, Egidio Albanese, Enzo Sapia, Nicola Marseglia, Gaetano Melucci e Stefano Taddei.

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