Cronaca

E’ attesa per il verdetto del gip. Nel mirino c’è l’area a caldo


TARANTO – Un’altra mattinata di snervante attesa. Con un tam tam di indiscrezioni ed un convulso rincorrersi di voci. Così sono trascorse le ultime ore nel palazzo di giustizia di Taranto dove si aspetta il picco dell’inchiesta sull’inquinamento targato Ilva. Ore simili a quelle di questi ultimi giorni con la tensione alle stelle che tra le altre cose ha spinto a rinforzare la sorveglianza sui magistrati coinvolti nella delicata indagine. Si attende da un momento all’altro il verdetto del gip Patrizia Todisco sul possibile sequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. Sul tavolo del magistrato ci sono le due consulenze emerse dall’incidente probatorio chiuso lo scorso 30 marzo.

I periti indicati dal magistrato hanno esaminato dati, tabelle ed elementi raccolti negli ultimi sette anni. Ed hanno concluso che le emissioni di inquinanti provenienti dall’area a caldo della grande fabbrica dell’acciaio provocano “e–venti di malattia e morte”. Un esito che indubbiamente complica la posizione dei cinque indagati noti dell’indagine. Sul registro degli inquisiti, infatti, da tempo sono stati iscritti i nomi di Emilio e Nicola Riva oltre a quelli di tre dirigenti del colosso dell’acciaio. Sul loro capo aleggiano una sfilza di contestazioni tra le quali spicca quella di disastro ambientale. Ma le indicazioni dei periti sembrano spianare la strada ad un intervento della magistratura con il temutissimo sequestro degli impianti dell’area a caldo. Anche questa mattina il deposito delle decisioni del gip era dato per imminente. Ma le voci, almeno sino a mezzogiorno, sono state sconfessate. La netta sensazione, però, è che si sia davvero agli sgoccioli.

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