21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

Ilva, assaggio di rivolta


TARANTO – La decisione arriva repentina. Come le indiscrezioni che si susseguono in queste ore vissute al cardiopalma. Le sigle di categoria di Cgil Cisl e Uil avviano la protesta. E all’Ilva scatta lo sciopero di due ore, dalle 10 alle 12, con il blocco della statale Appia. Protagonisti i lavoratori del primo turno, ad eccezione di quelli di comandata. I primi raggiungono la statale quando sono passate da poco le dieci. Gli altri arrivano a bordo di pullman dai reparti più distanti dalla direzione. “Una fiumana” la definiscono i sindacati che hanno contato cinquemila partecipanti, al di sopra delle aspettative. Un’adesione massiccia: il tam tam da un reparto all’altro ha fatto mobilitare tutti gli operai che potevano abbandonare gli impianti e che si sono riversati sulla statale bloccando il traffico.

“E’ un inizio” ha commentato il segretario della Fim Cisl, Mimmo Panarelli. Sull’onda delle indiscrezioni che danno per imminente un provvedimento di sequestro dell’area a caldo già ieri pomeriggio è scattato il presidio sul ponte nei pressi della direzione dove sono stati stesi eloquenti striscioni da parte di chi vede a rischio il posto di lavoro. Un presidio (tolto solo per la notte e ripreso stamattina) tenuto dal consiglio di fabbrica e che vede impegnate le rsu. La tensione è alle stelle. I blocchi dei mezzi sulla statale (e su parte della 106) hanno tenuto impegnate forze dell’ordine e vigili. La situazione rientra quando sono le 12 e mezza. I segretari di categoria insieme ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto un’assemblea. Ai lavoratori hanno spiegato: “Siamo qui per difendere i posti di lavoro”. Precisando: “C’è chi ci ha accusato di pressioni alla magistratura, è un modo di fare che non appartiene al sindacato. In occasione dell’incidente probatorio a manifestare davanti al tribunale, semmai, sono stati gli ambientalisti, non il sindacato” ha detto Panarelli rispedendo al mittente le accuse. Una situazione in divenire quella che si vive ormai da giorni in riva allo Ionio. Per venerdì è confermata l’assemblea.

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