Cronaca

Il Muraglione come lo hanno visto in pochi. Le foto

Vi sveliamo la parte interna della discussa barriera


Visto dall’interno è molto più seducente di come possa apparire dall’esterno.

La grande muraglia tarantina, quella cinta che in tanti definiscono con disapprovazione il nostro muro di Berlino, ha un effetto completamente diverso se a osservarlo ci si mette dall’altra parte della barricata. E a vederlo così, con quelle arcate e quei merletti a separare il salto di quota, la voglia di demolirlo viene sicuramente meno. Sarebbe un delitto. TarantoBuonasera è in grado di svelare al grande pubblico le immagini dell’altra parte del Muraglione, quello che percorrendo via Cugini non si vede e forse non s’immagina neppure. È la parte interna, visibile solo entrando in Arsenale.

È da quella prospettiva, inedita per la gran parte dei tarantini, che il Muraglione si mostra in tutta la sua maestosa imponenza. La proposta di demolirlo è tornata d’attualità per voce del candidato sindaco Massimo Brandimarte, come se in questo momento fosse questa l’emergenza di Taranto, in verità alle prese con problemi molto più gravi e complessi. Il vero nodo legato al Muraglione è quello della fruizione degli spazi celati agli occhi dei tarantini ma, allo stesso tempo, preservati proprio da quella barriera che si estende per quasi otto chilometri (tanto misura l’intero perimetro dell’area militare che protegge).

Preservati, sì. Perché laddove il Muraglione non c’era (Viale Virglio, lato Mar Grande), la città ha costruito una muraglia di cemento, fatta di palazzine, alberghi e grattacieli, occultando a se stessa quella che sarebbe stata la magnifica vista mare. Dunque il problema non è il Muraglione, ma – come abbiamo già avuto modo di scrivere su questo giornale – è godere di ciò che finora ha protetto. I varchi si possono aprire. basta avere progetti chiari e autorevolezza sufficiente per trattare con la Marina Militare. Le demolizioni e la cultura del piccone, almeno in questo caso, fanno pensare a ben altro che ad una città che abbia voglia di crescere.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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