14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

Cronaca

Mafia e droga a Taranto, è in arrivo la sentenza

In primo grado 16 condanne. Tutti i nomi e le pene inflitte


Il prossimo 20 marzo potrebbe arrivare la sentenza in Appello nel processo “The Old”.

In primo grado con l’abbreviato il gup del tribunale di Lecce ha condannato sedici persone. Per nove, invece, è scattata l’assoluzione. Il processo ad un gruppo che secondo l’accusa avrebbe fatto affari con la droga nel versante orientale della provincia e soprattutto nel territorio di Lizzano. In primo grado il giudice dell’udienza preliminare ha condannato Cataldo Cagnazzo (ritenuto uno dei capi) a vent’anni; Angelo Massaro a quattordici anni; Cesare Fabio Pauli a quattordici anni; Angelo Scorrano a dodici anni; Mario Toma a dieci anni; Pasquale Gualano a otto anni; Gianluca Rizzo a otto anni; Stefano Marangi a otto anni; Damiano Cataldo a due anni; Augusto Filareti a due anni; Cosimo Lacaita a un anno; Giuseppe Lumaca a due anni; Alberta Matino a un anno; Enrico Pozzessere a un anno; Antonello Zecca a tre anni ; Carlo Antonucci a un anno. Nel collegio di difesa tra gli altri figurano gli avvocati Salvatore Maggio, Fabrizio Lamanna, Luigi Danucci, Angelo Casa, Maria Letizia Serrra, Patrizia Boccuni, Enzo Sapia, Angelo Masini, Antonio Liagi e Pasquale Corigliano.

Nel giugno del 2014 trentadue persone finirono in manette. Tra Crispiano, Lizzano e Torricella furono eseguiti 32 provvedimenti (19 in carcere, 13 agli arresti domiciliari) emessi dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Alessio Coccioli. Durante le indagini avviate ad aprile del 2011 i carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto era emerso che era stata stretta alleanza tra il clan Locorotondo di Crispiano ed il clan Cagnazzo di Lizzano per operare sia nell’area orientale che in quella occidentale.

Al vertice del gruppo Francesco Locorotondo, boss indiscusso, conosciuto con il nomignolo di “scarpa longa”, già esponente del gruppo Modeo negli anni Novanta e coadiuvato dai fratelli Cagnazzo, capi dell’omonimo gruppo criminale, che operava a Lizzano, l’ultimo dei quali denominato “il vecchio” soprannome scelto dagli inquirenti quale nome in codice dell’operazione. Gli investigatori oltre a definire le modalità delle attività illecite del clan avevano censito i rapporti tra Locorotondo e i fratelli Cagnazzo. Tutti i componenti, oltre alla collaborazione criminale avevano dei rapporti di solidarietà ed usavano chiamarsi con l’appellativo di “cumpà”.

L’organizzazione di incontri periodici tra i sodali, con veri e propri “summit” nel corso dei quali i fedelissimi prendevano le decisioni più importanti, per lo più nella masseria dei fratelli Cagnazzo, situata sulla strada che collega Lizzano a Fragagnano e convenzionalmente indicata come “là sopra”, vera e propria base logistica del sodalizio. Le regole interne erano rigorose e la struttura gerarchica aveva una rigida ripartizione dei ruoli ed era in linea con la ritualità delle affiliazioni, con la presenza alle cerimonie di Francesco Locorotondo, dotato del grado criminale di ‘Medaglione con Catena’, massimo livello di affiliazione nell’ambito dell’associazione mafiosa “Sacra Corona Unita”. Il vocabolario degli affiliati comprendeva poi termini come “famiglia”, “cupola”, “giuramento”, “società” “appartenenza”, “parrocchia”, estendendosi all’indicazione delle “doti”, intese quali gradi nell’ambito della malavita, con “battesimi”, perlopiù effettuati nella masseria, base del clan, intesi come affiliazione di prima, di seconda, di quarta.

A suggellare l’affiliazione il “taglio”, piccola ferita con sanguinamento che suggellava il patto tra mafiosi e la correlata acquisizione del “diritto di parola” in seno all’organizzazione. Significativo anche il linguaggio criptico per indicare l’eroina, la cocaina e l’hashish che diventavano il “movimento”, “prodotto da vendere”, “cose”, l’espressione “sono rimasto a piedi” per dire che la droga da vendere era finita; “panetta”; “libretto della moto”; “chiavi”, “pila”, “macchina”, “C.D.”, “pezzo”, “storia”.

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