Cronaca

Scoppia protesta anti-immigrati

Un centro di accoglienza? Tensione in via Plinio


Centinaia di migranti in un immobile di via Plinio.

La voce ha rapidamente fatto il giro della zona Bestat. Ad esacerbare gli animi di alcuni residenti della zona, i lavori di pulizia effettuati da un gruppo di migranti all’interno della struttura che, sempre stando al “passaparola”, dovrebbe ospitare a breve un centro di accoglienza. Stamattina, in via Plinio, sono dovuti intervenire le Volanti e gli agenti della Digos, per placare la protersta di un gruppo di cittadini della zona.

«Tra i residenti e gli operatori commerciali della Bestat circola con insistenza la voce dell’imminente arrivo di centinaia di migranti che dovrebbero essere sistemati in via Plinio negli immobili ex sede degli uffici comunali – spiega Giampaolo Vietri, consigliere comunale di Forza Italia. Tali voci sono rafforzate dalla presenza di alcuni immigrati all’interno del comprensorio che li dovrebbe ospitare, che stanno effetuando interventi di manutenzione. Una soluzione che, se dovesse trovare conferma, renderebbe l’intera zona un vero ghetto visto che, la stessa, scarsamente illuminata, è già luogo di ripetuti atti vandalici perpetrati sull’arredo urbano e sulle autovetture in sosta. Pertanto, visto il gran numero di extracomunitari che dovrebbero arrivare, a quanto si dice nell’ordine delle centinaia, il rischio è che la Bestat diventi una banlieue modello Parigi nel cuore di Taranto.

Un insediamento di tale portata – secondo Vietri – renderebbe ulteriormente insicura l’intera città. I residenti della zona sono tutt’ora all’oscuro su quanto potrebbe accadere senza considerare che saranno loro a dover convivere quotidianamente nell’eventualità con questo ulteriore carico sociale nel quartiere; l’accoglienza non può essere esercitata senza passaggi preventivi d’informazione e condivisione con i cittadini della zona. Se invece sarà un accoglienza imposta l’unico vantaggio sarà ad appannaggio delle cooperative che traggono profitto sui migranti. Trasferire una cospicua massa di migranti tutti in una stessa area urbana sarebbe una pessima soluzione, senza buon senso, inaccettabile.

E’ necessario che i cittadini abbiano comunicazioni ufficiali e queste non possone che essere fornite dalla Prefettura per una conferma o smentita di tali voci che oramai sono di dominio pubblico nel quartiere e stanno creando ansia tra i cittadini residenti della zona; nell’ipotesi che tali voci risultino confermate – conclude il consigliere “azzurro” – è necessario che la stessa Prefettura analizzi attentamente la situazione che potrebbe determinarsi sull’area della Bestat». Sull’argomento si registra anche la presa di posizione di Mimmo Lardiello, responsabile regionale Giovani Forza Italia.

«Raccolgo le proteste dei residenti nella zona di via Plinio. I cittadini sono preoccupati per la notizia circolata insistentemente nelle ultime ore circa la possibilità che un numero importante di immigrati, 300 o addirittura 400, possa essere ospitato nell’edificio che in passato era utilizzato come sede di uffici comunali. Non conosciamo i motivi alla base della paventata decisione e chiediamo al Comune chiarimenti in merito: se questa voce è fondata e se il Comune pensa di concludere un contratto con il proprietario dello stabile al fine di destinare gli spazi in questione a questo utilizzo. Sollecitiamo il sindaco a dare risposte certe ai cittadini, che hanno il diritto di sapere cosa accadrà di qui a qualche giorno nel proprio quartiere – dice Lardiello. Opportuno sarebbe che gli amministratori intervenissero comunque, anche nell’ipotesi in cui la vicenda sia oggetto di trattativa direttamente tra il Ministero dell’Interno e il privato, per cercare di individuare un’altra soluzione.

Il Comune ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini. Si tratta in realtà di un film già visto, se si pensa che pochi mesi fa trenta migranti sono stati sistemati in un palazzo della centralissima via Acclavio, violando il regolamento condominiale». Intanto stamattina, davanti a Palazzo di Città, la protesta di una delegazione di migranti guidata dallo Slai Cobas. L’obiettivo è quello di «risolvere il problema dell’iscrizione anagrafica e ottenimento dei documenti di identità per i migranti di Paolo VI».

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