Emergenza esterna, sono in vigore i piani per Ilva e Eni | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 08:45:00

Cronaca

Emergenza esterna, sono in vigore i piani per Ilva e Eni

Il caso sollevato dall'eurodeputata Rosa D'Amato


I Piani di emergenza esterna della RaffineriaEni, dello Stabilimento siderurgico Ilva e della Centrale termoelettrica Taranto Energia sono attualmente in vigore e sono oggetto di costante monitoraggio da parte del Gruppo di Lavoro istituito presso la Prefettura di Taranto per la predisposizione e l’aggiornamento dei piani di emergenza in materia di rischio di incidente rilevante.

A sollevare il caso era stata, nei giorni scorsi, l’eurodeputata Rosa D’Amato. Il Gruppo si riunisce periodicamente in Prefettura ed è composto dai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, della Regione Puglia – Servizio Rischi Industriali, dell’ARPA Puglia – Direzione di Bari, della Provincia, del Comune di Taranto e della ASL di Taranto. Una riunione è prevista proprio per i prossimi giorni. Lo scorso 9 giugno 2015 si è tenuta anche una esercitazione diretta a testare le procedure stabilite nella pianificazione relativa alla Raffineria Eni.

«I piani di emergenza esterni degli impianti Ilva, Taranto Energia ed ENI non sono stati ancora aggiornati, nonostante siano trascorsi i tre anni previsti dalla legge» aveva dichiarato la D’Amato in una nota. Da qui la decisione di scrivere al prefetto di Taranto. «Secondo la direttiva Ue sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (2012/18/UE), che l’Italia ha recepito nel 2015 (D. Lgs. 105/2015), gli Stati membri devono garantire che i piani di emergenza interni ed esterni delle industrie siano riesaminati, sperimentati e, se necessario, aggiornati dai gestori e dalle autorità designate, a intervalli appropriati, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti negli stabilimenti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidenti rilevanti.

Per quanto riguarda i piani di emergenza esterni, gli Stati membri tengono conto della necessità di agevolare una cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso della protezione civile in caso di emergenze gravi. Si tratta dunque di piani fondamentali per la sicurezza sia di chi lavora, sia dei cittadini, oltre che per la tutela dell’ambiente» le parole dell’eurodeputata tarantina del Movimento Cinque Stelle.

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