18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Hiv, i dati di Taranto

Tra il 2007 ed il 2015 sono state rilevate 23-26 nuove infezioni all’anno


In Puglia, nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2015, sono stati accertati 633 nuovi casi di Hiv, il 22,4% dei quali riguarda cittadini stranieri che difficilmente continuano a seguire la terapia.

A Taranto, tra il 2007 ed il 2015, sono state rilevate 23-26 nuove infezioni all’anno, con un tasso annuo di incidenza del 3,2% ogni 100 mila abitanti, in linea con il dato regionale. In uno su due casi la patologia è in stato avanzato. La via prevalente di trasmissione sono i rapporti sessuali non protetti, mentre la fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra i 25 ed i 39 anni.

Attualmente, il dipartimento di Oncoematologia e Malattie infettive dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto segue 850 pazienti, 480 dei quali hanno un accesso regolare e costante alla terapia. Sono questi i dati emersi nel corso del convegno “Hiv, parliamone ancora”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Taranto, in collaborazione con Nps Puglia onlus, la Asl di Taranto ed il Dipartimento Dipendenze patologiche della stessa azienda, che si è svolto nei giorni scorsi nel Salone di Rappresentanza della Provincia.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine di Taranto Cosimo Nume che ha illustrato le finalità dell’iniziativa. Il dottor Giovanni Battista Buccoliero, dirigente medico di Struttura complessa Malattie infettive del presidio ospedaliero “San Giuseppe Moscati”, ha poi relazionato sul tema “Hiv: stato dell’arte”, illustrando a che punto sono la ricerca, la cura e la prevenzione della patologia, mentre il dottor Rocco Ruta, medico di Medicina generale, ha analizzato la questione “Il medico di famiglia e l’Hiv”. La dottoressa Maria Rosaria Iardino, presidente onorario di Nps Italia onlus, si è successivamente soffermata su “Hiv come fenomeno sociologico”. La prima parte della mattinata è terminata con gli interventi della dottoressa Antonietta Paola Sparaco, direttore dell’Unità operativa di Odontoiatria Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano, e dell’odontoiatra Giovanni Pollicoro che hanno rispettivamente relazionato su “L’assistenza odontoiatrica nel paziente Hiv” e “L’organizzazione dello studio odontoiatrico”.

La dottoressa Vincenza Ariano, direttore del dipartimento Dipendenze patologiche della Asl di Taranto, ha poi parlato di “Dipendenze e sieropositività da agenti infettanti”, mentre il presidente di Nps Puglia Michele Formisano e la dottoressa Anna Paola Lacatena, dirigente sociologa del Dipartimento di Dipendenze patologiche della Asl di Taranto, hanno esaminato i punti di criticità. Il convegno si è concluso con una Tavola rotonda sul tema “Quale futuro?”, moderata da Eva Antoniotti, direttore de “La Professione”. Al dibattito hanno preso parte il dottor Cosimo Nume, il dottor Giovanni Pollicoro, Michele Formisano, il dottor Francesco Resta, già direttore del Struttura complessa Malattie infettive del presidio ospedaliero “San Giuseppe Moscati”, la dottoressa Vincenza Ariano e la dottoressa Maria Rosaria Iardino.

A tirare le conclusioni è stata la dottoressa Rosa Revellino, content manager del portale FNOMCeO. «L’idea di organizzare un incontro di alto profilo scientifico su questo tema» ha spiegato il dottor Cosimo Nume «è nata dalla necessità di accendere un faro su un fenomeno che, dopo l’allarme degli anni Novanta, è finito in un cono d’ombra. Il silenzio e la disinformazione sulle cause e sulla prevenzione costituiscono, però, i fattori che maggiormente hanno favorito in questi anni l’aumento dei casi in Italia. Oggi, rispetto al passato, la malattia può essere tenuta sottocontrollo, ma la maniera migliore per contrastare il fenomeno è la prevenzione».

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