17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Freddato col mitra, scattano sei arresti. I nomi

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Francesco Galeandro


Si è chiuso il cerchio attorno agli altri componenti del comando che a luglio del 2016, a Pulsano, ha ammazzato Francesco Galeandro.

Dopo i tre fermi scattati a settembre scorso all’alba di ieri altre sei persone sono state arrestate dai carabinieri. In cella sono finiti il pensionato pulsanese di settantadue anni, Antonio Serafino, l’operaio di ventisette anni, Giuseppe Giaquinto, anch’egli pulsanese, l’operaio crispianese di quarantacinque anni, Vincenzo Caldararo, l’operaio di trentacinque anni, Giuliano Parisi, residente a Francavilla Fontana.

Ai domiciliari per favoreggiamento personale sono invece finiti padre e figlio, Giovanni e Andrea Rizzo, rispettivamente di quarantasette e ventisei anni, residenti a Taviano. Ai sei i carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto, della Compagnia di Manduria e della sezione di pg della Procura di Taranto, coadiuvati dai loro colleghi delle Compagnie di Taranto, Massafra, Francavilla Fontana, Casarano e Roma Trionfale hanno notificato provvedimenti restrittivi emessi dal gip del tribunale di Taranto, Vilma Gilli su richiesta del sostituto procuratore Antonella De Luca.

Nel blitz scattato all’alba di ieri sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari. Per l’omicidio Galeandro due mesi dopo erano stati fermati Vito Nicola Mandrillo, ritenuto esecutore materiale, Maurizio Agosta, quale mandante e Giovanni Pernorio, quale custode delle armi. Durante l’operazione di settembre gli investigatori avevano sequestrato una pistola semiautomatica calibro 7.65 parabellum con matricola limata. Le indagini non si sono fermate. I carabinieri hanno lavorato per incastrare il secondo killer visto che Galeandro era stato freddato con una pistola calibro 9×21 ma anche con un mitra kalashnikov . Dietro quel delitto c’era un gruppo ben organizzato e composto da persone che hanno avuto un ruolo ben preciso.

Del gruppo di fuoco avrebbe fatto parte anche il francavillese Giuliano Parisi., Per l’accusa Agosta sarebbe stato ideatore, mandante e finanziatore dell’omicidio voluto per il controllo degli affari sporchi a Pulsano. Secondo il teorema accusatorio, quindi, Agosta insieme a Serafino, Caldararo, Giaquinto e Mandrillo avrebbero pianificato l’omicidio con sopralluoghi e summit e fornendo ai killer le armi utilizzate per l’agguato. Giovanni e Andrea Rizzo avrebbero invece aiutato i due presunti sicari, Mandrillo e Parisi. Avrebbero offerto ospitalità ai due presunti killer in fuga nella loro abitazione di Taviano.

Le indagini, sotto la direzione della Procura tarantina, hanno quindi consentito di accertare l’esistenza di un vero e proprio “pactum sceleris”. Galeandro è stato condannato a morte perchè diventato figura scomoda nella spartizione degli affari illeciti derivanti soprattutto dallo spaccio di droga a Pulsano e nel territorio limitrofo. Per gli investigatori diretti dal tenente colonnello Giovanni Tamborrino il pulsanese Maurizio Agosta con ferocia e determinazione avrebbe emesso l’ordine di eliminarlo, che, come detto, è stato eseguito quasi “militarmente” al termine di incontri preparatori e sopralluoghi nell’area scelta per compiere l’agguato mortale. I due sicari, dopo lunghe ore di attesa, nascosti nella fitta vegetazione, hanno infatti crivellato di colpi Galeandro.

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