27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:41:00

Cronaca

Renzi contestato a Taranto, quindici indagati

Sotto accusa militanti di Slai Cobas e Liberi e Pensanti


Indagate 15 persone per la contestazione al premier Matteo Renzi avvenuta il 29 luglio scorso durante l’inaugurazione del 2° plesso del MArTa.

La Digos sta notificando avvisi di conclusione delle indagini emessi dalla Procura a dirigenti ed attivisti dello Slai Cobas e a militanti del movimento ambientalista cittadino. Per l’accusa si sarebbero contrapposti alle forze di polizia con spinte, strattonamenti e insulti e avrebbero lanciato un fumogeno. Avrebbero poi forzato lo sbarramento di sicurezza delle forze dell’ordine che stavano tentando di far svolgere la manifestazione secondo le prescrizioni imposte dal questore. In quell’occasione, inoltre, un dirigente di polizia è stato colpito con l’asta di una bandiera. A fine luglio il premier Renzi era tornato a Taranto dopo quasi due anni dalla sua prima visita per inaugurare il secondo piano di esposizione del museo archeologico e firmare il contratto di sviluppo per Taranto con investimenti per porto, bonifiche e altri progetti per la città. Era stato accolto da decine di ambientalisti, rappresentanti di movimenti e associazione e Slai Cobas che lo avevano contestato. “Il governo uccide i nostri bambini” , “Via da Taranto” e “assassino” gli slogan gridati da manifestanti davanti al Museo e sotto la prefettura.

“Non meno di tre settimane fa abbiamo sollecitato il procuratore Capristo ad aprire il cassetto in cui giacciono le tante denunce contro chi ha sfruttato, avvelenato la nostra città e continua a farlo – scrivono in una nota i Liberi e Pensanti – la risposta non si è fatta attendere e finalmente è stata considerata pericolosa la polvere di minerale dell’Ilva. Ma pericolosa per chi? Per i tarantini? Per i bambini del quartiere Tamburi? Per gli operai che la respirano ogni giorno?” I Liberi e Pensanti sostengono che il 29 luglio 2016, sfidando i manifestanti che contestavano Renzi e il suo governo per i decreti Ammazza-Taranto, un deputato raggiungendo a piedi il palazzo della Prefettura avrebbe provocato i cittadini presenti.

“Abbiamo appreso, invece- prosegue la nota- che 15 cittadini sono stati denunciati per aver provato a rappresentare il proprio dissenso. Come al solito, quando si tratta di colpire l’anello debole, la legge viaggia ad alta velocità, quando si tratta, invece, di colpire i poteri forti o chi ha ucciso questo territorio, la legge viaggia come una diligenza. Ad alcuni di quei cittadini viene contestato il lancio di “materiale in polvere di colore nero” verso il parlamentare. Vogliamo gridare a tutta la città che ci riconosciamo pienamente in quest’azione e che la ripeteremmo all’infinito per ricambiare il “favore” a coloro che ci condannano, da decenni, a morire seppelliti dal minerale”.

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