11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

Legambiente: «Mettere i palazzi della Città Vecchia in sicurezza»

L'affondo: Al di là dei progetti, serve chiarezza sul futuro


«Ci sono idee, alcune interessanti, altre a nostro avviso meno o per nulla condivisibili; per tutte, però, per poterle valutare davvero e comprendere l’apporto che potrebbero dare alla riqualificazione della Città Vecchia, sono necessari maggiori elementi di valutazione e dettagli che invitiamo Invitalia a mettere a disposizione dei cittadini di Taranto, se davvero si vuol favorirne l’approfondimento e la partecipazione alle scelte».

E’ quanto affermano da Legambiente Taranto in riferimento alla mostra dei progetti, selezionati al concorso internazionale di idee per la riqualificazione della Città Vecchia, che si trova al Castello Aragonese. «Sin da ora, però, riproponiamo la stessa richiesta che avanziamo da mesi: a quando la messa in sicurezza della Città Vecchia? – è l’interrogativo di Legambiente. Noi la riteniamo una priorità assoluta, un intervento indispensabile per bloccare il degrado, evitare che ci siano altri crolli e che, con essi, altri pezzi della nostra identità vadano perduti. Torniamo perciò a chiedere che risorse rivenienti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo siano utilizzate da subito per questo scopo. Non comprendiamo perchè si continui a non farlo, perchè questa opzione – che pure era stata avanzata e aveva riscosso consensi – sia scomparsa.

C’è forse chi preferisce attendere che i crolli facciano il lavoro sporco per poter poi prendere atto del disastro avvenuto e dare il via libera, con la edilizia di sostituzione, a nuove speculazioni? C’è qualche nuovo Attila, qualche emulatore del “ventennio” , che pensa sia meglio radere al suolo parti dell’Isola in modo da renderla terreno fertile per nuovi scempi come quello più recente – del tartarugaio? Continuiamo a pensare che abbia poco senso disegnare scenari futuri se, qui e adesso, non ci preoccupiamo di mettere in salvo quello che è ancora in piedi.

E’ questa la premessa per invogliare consistenti e necessari investimenti privati lontani da logiche meramente speculative o di rapina: la città vecchia si recupera solo con l’integrazione sociale, promuovendo una diversificazione del suo tessuto vitale, dei suoi residenti, portando famiglie e giovani a sceglierla come il posto in cui vivere e, magari, lavorare. Riteniamo perciò – spiegano da Legambiente Taranto – che occorra partire dall’unico piano organico e strutturale in nostro possesso, il “Piano Blandino”, che prevede la conservazione, il restauro ed il recupero del patrimonio edilizio, procedendo al consolidamento di tutti gli edifici che presentino carattere di fragilità e rischio di crollo, ipotizzando una sistematica opera di impermeabilizzazione dei lastrici solari, al fine di evitare le continue infiltrazioni delle acque meteoriche nelle strutture sottostanti che portano al danneggiamento e successivamente al crollo dei fabbricati o di parte di essi.

Si può cominciare dalla parte bassa dell’isola, dagli alloggi popolari, per proseguire in maniera organica e graduale attraverso i 4 pittaggi, Turipenne, Ponte, Baglio, S. Pietro, che caratterizzano la configurazione urbanistica della Città Vecchia. Pensiamo che occorra poi dare priorità alle necessarie opere di urbanizzazione primaria (rete elettrica, rete idrica e fognante, gas, banda larga) e all›allocazione dei servizi essenziali, indispensabili per un miglioramento delle condizioni di vita nell’Isola, oltre che alla valorizzazione e individuazione della destinazione d’uso dei Palazzi nobiliari, alla fruibilità dei siti di interesse artistico, architettonico e archeologico.

Ogni ghetto è destinato a sgretolarsi e poi dissolversi. Senza un’inversione di tendenza rispetto al progressivo spopolamento e inaridimento delle basi sociali dell’Isola, senza la messa in sicurezza dell’unicum che la Città Vecchia rappresenta, non c’è alcuna possibilità di costruire un futuro rispettoso della nostra storia: è su questa base che le idee progettuali selezionate per il concorso internazionale possono innestarsi creando valore, non solo economico, e contribuire alla rinascita dell’Isola. Senza la messa in sicurezza c’è solo la concreta prospettiva una escalation di abbandoni e crolli che porti ad un deserto, civile e fisico. Ai candidati sindaco – concludono da Legambiente – chiediamo di esprimersi su questa opzione in modo chiaro e netto, di far sapere alla città, con precisione e senza giri di parole, cosa ne pensano: sarà da qui che misureremo la loro idea di futuro della Città Vecchia».

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