17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Alias 2, si avvicina il processo d’Appello

Dinanzi ai giudici di secondo grado Massino Zamino e Gianluca Nuzzo


Alias 2: il prossimo 10 maggio appuntamento in Corte d’Appello per Massimo Zamino e Gianluca Nuzzo.

In primo grado Zamino è stato condannato a undici anni e mezzo, Nuzzo a tredici anni. Massimo Zamino a dicembre ha ottenuto gli arresti domiciliari. Lo decisione del tribunale del Riesame di Lecce che ha accolto la richiesta avanzata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Maurizio Besio. I giudici dopo aver accertato l’incompatibilità con il regime carcerario hanno ritenuto cessate le esigenze cautelari.

Già a settembre i giudici del riesame avevano disposto che Massimo Zamino fosse scarcerato e accompagnato in un centro di diagnostica e terapia dell’amministrazione penitenziaria. Le condizioni di salute dell’uomo sono incompatibili con la detenzione in carcere come è emerso dalla perizia psichiatrica. Zamino insieme e Gianluca Nuzzo è accusato di aver fatto parte del gruppo malavitoso sgominato con il blitz Alias e di essere responsabile di due attentati compiuti in città a giugno del 2013 e a gennaio del 2014. Le indagini eseguite dagli investigatori della Squadra Mobile hanno accertato la responsabilità di Zamino quale esecutore materiale, in concorso con altre due persone, dell’attentato ai danni di una sala giochi situata in via Principe Amedeo, avvenuto nel giugno del 2013.

E’ emersa, inoltre, la sua responsabilità quale autore dell’avvertimento a colpi di pistola contro una rivendita di moto situata in via Temenide. A luglio del 2016 come detto nei confronti di Massimo Zamino è stato emesso un verdetto pesante dal gup del tribunale di Lecce. Il giudice dell’udienza preliminare lo ha condannato con il rito abbreviato a undici anni e mezzo di reclusione. Il giudice è andato oltre le richieste del pubblico ministero che aveva chiesto otto anni. Con il blitz Alias due anni fa la polizia aveva eseguito cinquantadue ordinanze di custodia cautelare. Elementi di spicco della mala tarantina, recentemente usciti dal carcere, si stavano riorganizzando con le nuove leve per rimettere le mani sulla città con il controllo del traffico di droga e le estorsioni ai danni di commercianti.

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