14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

Il fuoco sotto la cenere


C’è fuoco sotto la cenere. Nonostante la calma apparente che ha improvvisamente invaso la città da stamattina, la bufera non è ancora passata. I lavoratori dell’Ilva sono incazzati ed esasperati, ed hanno ragione, ma la loro decisione di sospendere, almeno per il fine settimana, il blocco delle vie di accesso e di uscita per e da Taranto “per creare il disagio” – come dicono loro – è un provvedimento ad orologeria. E chissà che venga eseguito da tutti, in considerazione del fatto che trattandosi di una manifestazione spontanea e di massa è ridicolo immaginare che ci sia una strategia unica dietro ogni capannello di protesta. Intanto giovedì è annunciato lo sciopero generale, con una probabile ulteriore invasione di Taranto.

Ci vuole pazienza, e da questo punto di vista i tarantini ne hanno dimostrata abbastanza. Sarebbe opportuno che dopo il reciproco scambio di fiori di ieri, Procura e Ilva approfittassero di questi giorni per dare un seguito concreto alle dichiarazioni di intenti. Il dr. Sebastio ha dichiarato con grande chiarezza di considerare l’Ilva la propria controparte e pertanto di essere disponibile ad accogliere eventuali proposte dell’azienda per superare questa situazione di crisi; il dr. Ferrante a poche ore di distanza ha risposto positivamente. Bene, ora non resta che incontrarvi e concretizzare, c’è la volontà e c’è il tempo, almeno fino a giovedì, e poi ce ne sarà ancora. Nel frattempo, una preghiera ai politici locali, regionali e nazionali: state zitti. Piuttosto che parlare in banali e lunghissimi comunicati stampa che oltre a non dire niente vi si ritorcono contro, lavorate per fare partire nel più breve tempo possibile l’Accordo di Programma firmato l’altro giorno a Roma. Perché al momento le chiacchiere stanno a zero e le bonifiche pure. Anche TarantoBuonasera, come la stragrande maggioranza dei tarantini, ieri ha pagato il proprio contributo ai lavoratori dell’Ilva. Il furgone con il nostro quotidiano è rimasto bloccato a poche decine di metri dai suoi lettori, a causa dell’ottusità di qualche operaio. Anche tra i giornalisti non tutti siamo delle cime, vorrà dire che stiamo pari. Per questo abbiamo comunque deciso di distribuire il giornale di ieri che verrà allegato gratuitamente a quello di oggi. Il lavoro non si butta mai, né quello degli operai, né quello degli altri. A parte un episodio che ha riguardato un nostro collaboratore che tentando di entrare in città per fare il proprio lavoro è stato vittima di una aggressione da parte di pochi facinorosi sedicenti operai Ilva (gli hanno forato le ruote della macchina e spaccato i finestrini), in questi ultimi due giorni di fuoco non si sono registrati particolari episodi di violenza ed atti vandalici. Merito certamente della stragrande maggioranza dei lavoratori, e merito soprattutto del coordinamento dell’ordine e della sicurezza, e delle forze dell’ordine, presenti ma discrete, che non hanno mai fatto nulla per provocare gli animi ed al contrario, quando provocati, hanno reagito sempre con calma e sangue freddo. Ci sarà ancora e forse sempre più lavoro per loro – e per tutti noi- nei prossimi giorni, ma se tanto mi da tanto, non ci sarà da preoccuparsi. Stamattina anche in fabbrica sembra tornata la normalità. Contiamo possa essere di buon auspicio per il futuro.

Michele Mascellaro

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