Cronaca

La denuncia: l’Ilva cade a pezzi

L’Usb: «Impianti senza manutenzione»


Ancora un’altra denuncia sulla sicurezza.

Viene dal sindacato Usb che, solo dopo poche ore dalla scoperta del buco nel forno 1, torna alla carica con un altro episodio. “Abbiamo rinvenuto un bozzello di una gruetta del reparto officina elettrica (OFEMEL) – racconta Franco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto -. Si tratta di un pezzo che si è staccato dalla gruetta precipitando: fortunatamente in quel momento non c’era nessuno. Ma se si fosse trovato un lavoratore? Le conseguenze sarebbero state purtroppo quelle che tristemente conosciamo da anni. Ci troviamo nuovamente a dover denunciare questi episodi che sono chiara espressione di trascuratezza da parte dell’Ilva nei confronti dell’impianto, ma anche dei lavoratori, perché è alquanto palese che sono necessari una serie di interventi, anche urgenti, ma che l’azienda tiene a casa i manutentori. È paradossale”.

Rizzo ancora una volta interviene sulla decisione di tenere in cigs una serie di dipendenti “i più necessari per garantire il giusto funzionamento dell’impianto e la salute e la sicurezza di tutti coloro che vi lavorano”. Un buco nel forno 1 di acciaieria 1 era stato segnalato sempre dall’Usb nel pomeriggio di ieri. “Teniamo presente che il forno ha effettuato 3200 colate, quando invece dopo 2500/2600dovrebbe essere mandato a ripristino.E’ dunque andato ben oltre le sue possibilità, con una forzatura da parte dell’azienda che ha creato un danno enorme sul convertitore. Ci sono stati momenti di panico, perché si è rischiato di far male realmente a qualcuno, un’altra volta” le parole di Rizzo.

Il nodo vendita – “Il processo di vendita” dell’Ilva di Taranto “è gestito da e sotto responsabilità delle autorità italiane”, e “questo significa” anche “che è responsabilità delle autorità italiane assicurare che il processo di vendita sia aperto, trasparente ed equo”. E’ quanto ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue, dopo le lettere inviate a Bruxelles da AcciaItalia in cui accusa Am Investco Italia di stare adottando condotte anti-concorrenziali nella gara sull’Ilva.

“Non abbiamo commenti su potenziali dichiarazioni di un concorrente contro l’altro”, ha quindi aggiunto il portavoce. Ambiente Svenduto – Aggiornato al 9 maggio il processo che vede imputate 44 persone e la società Partecipazioni industriali (ex Riva Fire). Ieri la procura ha depositato una documentazione in seguito all’eccezione presentata dall’avvocato Vincenzo Vozza, difensore di Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto, che riguarda la data di iscrizione nel registro degli indagati del suo assistito. Secondo il legale risalirebbe al 2008, e non al 2010, e quindi gli atti successivi sarebbero da considerare nulli perché non fu adottata la proroga delle indagini. La procura sostiene invece che i termini siano esatti e che è stato evidenziato solo un mero errore informatico. Alcune eccezioni sono state definite dai pm ‘astruse e irrilevanti’; altre eccezioni avanzate dai legali sono relative all’ammissibilità delle richieste istruttorie e all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche e degli atti dell’incidente probatorio.

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