Cronaca

Stangata sui dipendenti comunali: niente quattordicesima

Taglio da due milioni di euro


Sarà una Pasqua amara per i dipendenti comunali.

Non avranno il premio di produttività 2016 e questo significa dover rinunciare in media a 1.300 euro a testa in busta paga, per un totale di circa due milioni di euro. Due milioni di reddito in meno che andranno ad impoverire ulteriormente una città soffocata da una crisi che sembra non avere fine. Due milioni in meno a disposizione per le spese e i consumi, con l’effetto domino immaginabile per l’economia locale, perché questa contrazione comporta per tante famiglie dover rinunciare ad un vestito nuovo, ad una serata in pizzeria, ad un caffè in più al bar, giusto per fare qualche esempio spicciolo.

Gli effetti, quindi, non saranno circoscritti ai soli comunali. I sindacati, che già avevano manifestato nei giorni scorsi tutta la loro disapprovazione per le vicende relative al bilancio, sono sul piede di guerra e annunciano azioni legali. Ne sapremo di più lunedì 10 nella conferenza congiunta che terranno Marra (Cgil), Fumato (Cisl), Capobianco (Uil), Pantile (Csa), Cosanti (Diccap), Catucci (Rsu). Ma perché si è arrivati al mancato riconoscimento del premio di produttività? Il taglio è stato imposto dagli ispettori del Ministero delle Finanze che, nella loro relazione finale alla ispezione dell’autunno 2015, hanno severamente censurato l’operato dell’amministrazione comunale per quanto riguarda gli aspetti della gestione contabile e amministrativa.

A detta degli ispettori del Mef la costituzione del fondo produttività per il personale non sarebbe corretta. Di diverso parere i sindacati, per i quali il fondo è calibrato sul bilancio riequilibrato approvato nel 2010, dopo i guasti provocati dal dissesto. «Purtroppo – spiega Anna Maria Marra (Cgil) – l’amministrazione ha risposto ai rilievi del Ministero con una serie di controdeduzioni molto blande e non le ha nemmeno accompagnate a Roma con una presenza autorevole né ha chiesto una audizione al Ministero per chiarire meglio la reale situazione. Non ci è andato il sindaco, non ci è andato nessun altro». Il risultato è stato che il Ministero ha confermato i rilievi mossi nella relazione finale, non ritenendo adeguate le controdeduzioni prodotte dall’amministrazione.

Un ‘altra mazzata per i comunali, costretti a lavorare in condizioni di enorme disagio. Basti pensare che la dotazione organica prevede 1500 dipendenti: quasi il doppio degli 850 attualmente in servizio. E intanto restano tutte le incognite legate alla mancata approvazione del bilancio di previsione 2017-19 e al rendiconto 2016. Lo schema di bilancio è stato finalmente portato in giunta. Il passaggio finale è l’approvazione da parte del consiglio comunale. In mancanza, si profilerebbe l’ipotesi di scioglimento anticipato del consiglio. «Si tratta di un bilancio preparato in fretta e in furia – dice sempre Anna Maria Marra – che prevede tagli indiscriminati». Appena di qualche giorno fa, la durissima reazione delle stesse organizzazioni sindacali al tentativo di far ricadere sul personale comunale i ritardi accumulati. Per i sindacati, invece, la responsabilità è da attribuire unicamente alla «superficialità» e alla «incoscienza» di sindaco, amministratori e dirigenti che «hanno portato il Comune nel caos».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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