Il caso

Caos al Ss. Annunziata, code al Pronto soccorso

La denuncia del consigliere regionale di Cor, Renato Perrini

Cronaca
Taranto giovedì 25 agosto 2016
di La Redazione
Le code al Pronto soccorso del SS. Annunziata
Le code al Pronto soccorso del SS. Annunziata © Tbs

«Era un timore, ma oggi è una certezza. Le file al Pronto Soccorso dell’ospedale Ss. Annunziata a Taranto ci sono, e hanno creato disagi agli utenti.

La foto che alleghiamo lo dimostra in maniera chiara. E’ stata scattata lunedì scorso, ed è la prova dell’errore commesso dalla Asl di Taranto, con il vaglio della Regione Puglia, che ad inizio stagione ha deciso di chiudere il Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati al quartiere Paolo VI, e di spostare tutta l’attività nel nosocomio di via Bruno a Taranto. Il livello di stress dei medici e degli utenti-pazienti è altissimo, fomentato dal caldo e dalle lunghe file. Il nervosismo è alle stelle.

La scorsa settimana addirittura, sono dovute intervenire le Forze dell’Ordine per sedare gli animi e riportare la calma; in questa occasione l’attesa per un semplice controllo è stata di oltre tre ore».

E’ quanto denuncia in una nota il consigliere regionale di Cor Renato Perrini. «Tutto questo accade perché il Piano regionale delle Emergenze ha previsto la chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati, che dal primo luglio è stato trasformato in “Punto di Primo intervento” gestito da un solo medico e da sei infermieri. Il punto di primo intervento dell’ospedale Moscati è diventato quindi un ambulatorio affidato al personale del 118 in grado di stabilizzare i pazienti e predisporli per il trasferimento protetto allo stabilimento centrale del Santissima Annunziata di Taranto dove è stata collocata la restante parte del personale. Il ridimensionamento del Pronto Soccorso del Moscati non solo ha penalizzato l’utenza del quartiere Paolo VI e del quartiere Tamburi, e dei comuni di Statte, Montemesola e Crispiano che fanno riferimento all’ospedale Nord per ogni tipo di cura d’urgenza, ma è anche la causa del “sovraffollamento” del SS Annunziata.

Nel mese di giugno ho organizzato una raccolta firme “No alla chiusura del Moscati” poi consegnata al presidente Emiliano, e ho presentato una mozione per fermare tale decisione. Ma Asl di Taranto e Regione Puglia hanno scelto di andare avanti con questo Piano estivo, che a ben guardare, sta penalizzando l’utenza. Non basta però sollevare il “caso” del pronto soccorso del SS. Annunziata e del Piano estivo delle Emergenze. Bisogna ragionare in maniera più organica delle ricadute su Taranto del Piano di Riordino Ospedaliero voluto dal Governo Emiliano. Più volte ho parlato con il direttore generale della Asl di Taranto che mi ha esposto la sua idea complessiva di programmazione sanitaria a Taranto e provincia. Sebbene condivida alcune linee portanti, ovvero la necessità di riorganizzare le rete ospedaliera per renderla più funzionale, e quindi prevedere anche dei tagli, ho sempre ribadito l’urgenza di potenziare l’ospedale Moscati in primis per la sua collocazione naturale.

Il nosocomio al quartiere Paolo VI, può essere ampliato, ad esempio con nuovi padiglioni, perché ha tutte le caratteristiche logistiche per accogliere al meglio l’utenza. Non solo: può e deve essere potenziato per ciò che concerne i reparti e il personale, avendo già al suo interno l’eccellenza medica per la cura dei tumori. Non servono investimenti per nuovi ospedali, come il San Cataldo di futura costruzione, ma risorse per rendere più efficiente ciò che già Taranto possiede. Ecco perché ribadisco per l’ennesima volta la necessità, vista la situazione ambientale locale che è causa dell’alta incidenza di patologie tumorali, di una “Legge Speciale per Taranto” in campo sanitario, con la quale pianificare il rilancio ospedaliero con serietà e lungimiranza».

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