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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

Dipendenti Comunali nel caos, accuse a Stefàno

I sindacati contestano la politica per il personale e il taglio della 14esima


Sono pochi – circa
la metà di quanti dovrebbero
essere – e mal governati.

L’ultima
mazzata è la mancata
correspensione del premio di
produttività; complessivamente
qualcosa come due milioni
in meno in busta paga. Soldi
che non gireranno nella già
malandata economia locale.
Un contributo all’impoverimento
generale della città.
Lo stop è arrivato dagli ispettori
del Ministero delle Finanze,
che hanno fotografato una
situazione amministrativa e
contabile del Comune più simile
a quella di un colabrodo:
acqua da tutte le parti.

Ieri mattina tutte le sigle sindacali,
in modo unitario – fatto
indicativo della eccezionalità
del momento – hanno formulato
il loro capo d’imputazione.
Non già agli ispettori ministeriali,
ma al sindaco Stefàno e
alla sua amministrazione per il
caos prodotto in questi anni e
per non aver saputo o voluto
difendere le ragioni dei dipendenti
di fronte ai rilievi mossi
dagli inviati del Ministero. A
nulla è valso l’incontro che le
organizzazioni sindacali hanno
avuto il 30 marzo con il segretario
generale.
«È stata una manfrina», attacca
Anna Maria Marra.

«Ci
hanno voluto mettere sullo
stesso piano dei dirigenti
chiamati a restituire i soldi che
hanno percepito indebitamente.
Eppure al sindaco sarebbe
bastato difenderci adeguatamente
al Ministero e aveva
un documento inoppugnabile
per dimostrare che il fondo
per il premio di produttività è
corretto».
Il riferimento è ad una nota
del Ministero dell’Interno datata
4 novembre 2010, nella
quale si afferma che è appunto
«inoppugnabile» la delibera
con la quale il commissario
straordinario Tommaso Blonda
approvò l’ipotesi di bilancio
stabilmente riequilibrato dopo
la dichiarazione di dissesto
finanziario.

Doveva essere
quella la base dell’amministrazione
comunale per «fondare il
proprio futuro» su «basi giuridiche
solide e non suscettibili
di censure». E a quel bilancio
riequilibrato è agganciato il
fondo produttività che, pertanto,
secondo i sindacati «è
legittimo».
«Invece il sindaco, per quel che
sappiamo – hanno detto oggi i
rappresentanti sindacali – si è
rifiutato di chiedere audizione
al Ministero, ritenendolo un
atto di sottomissione e non
un gesto di grande respopnsabilità
verso i dipendenti
comunali».
Subito dopo Pasqua i sindacati
convocheranno un’assemblea
generale di tutto il personale
per affrontare questi nodi che,
è evidente, questa amministrazione
agli sgoccioli ormai
non sarà più in grado di sciogliere.
Nodi che si trascinano
da tanti, troppi anni.

«Nel 2007 – racconta Marra –
chiedemmo all’allora assessore
Spagna la riorganizzaizone
degli uffici e dei servizi. A
distanza di dieci anni non
è stato fatto nulla. Anzi, ci
ritroviamo con gli ispettori
del Ministero che scrivono di
scollamenti e conflitti tra direzioni
e dirigenti. Per non dire
dei nulla osta illegittimi del
sindaco alla mobilità esterna».

Claudio Capobianco ritiene che
lo scollamento esista innanzitutto
tra amministrazione
e dipendenti: «Questa amministrazione
non è in sintonia
con il personale comunale.
Troppi silenzi nostri in questi
anni? No, solo che è mancata
una nostra strategia unitaria».

«Abbiamo bisogno – ha continuato
Capobianco – di personale
di categoria B e C e
invece si pensa alle mobilità
dei dirigenti».
Due, le più recenti, fanno parecchio
discutere e sono quelle
che riguardano il dirigente del
personale Paolo Spano e il dirigente
delle finanze, Antonio
Lacatena.
«Non ci sfugge – ha punzecchiato
la Marra – la coincidenza
tra il nulla osta alla mobilità
esterna del dirigente alla
programmazione finanziaria e
la elaborazione del bilancio a
tempo di record».
Intanto, se ai dipendenti non
verrà corrisposta la cosiddetta
quattordicesima, non sembrano
subire una accelerazione
le procedure per recuperare
dai dirigenti le somme percepite
indebitamente: altra
situazione fotografata dagli
ispettori ministeriali: «Non ci
risulta che siano state avviate
procedure per recuperare le
somme. Crediamo, anzi, che
tenteranno proprio di non fare
nulla;, noi invece ci batteremo
perché quei soldi percepiti indebitamente
siano restituiti».

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