18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca

Dehors, Comune sott’accusa

L’affondo di Confcommercio: tre anni per il regolamento


“Burocrazia zero, impresa in un giorno, sportello unico. Un vero e proprio ‘libro dei sogni’ per una città come Taranto, dove 3 anni non sono sufficienti per definire un regolamento comunale. La tormentata vicenda del nuovo Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico mediante dehors ne è la riprova”.

E’ Confcommercio, con una lunga nota, ad andare all’attacco del Comune. “E’ dal 2013 infatti che incontro su incontro, si va avanti a colpi di bozze e di proposte, senza riuscire a passare dalla discussione alla approvazione definitiva del nuovo regolamento che dovrebbe finalmente disciplinare in modo certo e chiaro, criteri e modalità di installazione dei dehors, dipanando questioni come ad esempio la doppia tassazione per l’occupazione del suolo pubblico (Tosap e canone). Così nell’ultimo incontro del 24 novembre scorso –convocato dal presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti, e tenuto alla presenza del Segretario generale del Comune e dei dirigenti del Suap, della Polizia municipale, e del Soprintendente alla archeologia, belle arti e paesaggio- dove ancora una volta si è preferito rinviare l’approvazione del documento ad un successivo passaggio.

Una burocrazia pronta a far valere i propri pareri vincolanti è, ancora una volta, la causa di questo ennesimo slittamento. Una burocrazia talmente ostacolante che è dovuto scendere in campo il MIBACT – su richiesta di parere del Comune di Taranto (nota prot. 689 del giugno 2016) – per chiarire che l’utilizzo di arredi amovibili nelle aree urbane, ai sensi del codice dei beni culturali e paesaggio, non necessita dell’autorizzazione della soprintendenza “giacché – si legge nella risposta ministeriale – la semplice apertura e utilizzo di sedie, ombrelloni e altri arredi non infissi al suolo, salvo ancoraggi leggeri e mobili, non comporta alcun intervento strutturale sull’immobile”.

Pertanto prevalgono i criteri del Regolamento “disciplina preventiva” che è frutto di una “piena e leale collaborazione tra le istituzioni coinvolte, nel rispetto delle rispettive competenze”. Alla nota del capo dell’ufficio legislativo del MIBACT, Paolo Carpentieri, dell’ottobre scorso, ha fatto seguito l’incontro interlocutorio in Comune del mese scorso (di cui sopra), pertanto la fase successiva dovrebbe essere finalmente la definizione del nuovo Regolamento, tanto più che la Segreteria generale del Comune ha anche fornito, nei giorni scorsi, il proprio contributo alla problematica in questione. Necessario più che mai chiudere tutti i passaggi per giungere alla approvazione del Regolamento, tanto più che in questa lunga fase interlocutoria, diverse imprese hanno dovuto farsi carico della doppia tassazione, mentre altre hanno dovuto legalmente rispondere a richieste di sanzioni e sgombero, nonostante la volontà espressa nella seduta di Giunta (nov. 2013 n. 138) di adottare un’unica tassa ed il parere espresso dal Segretario generale già nel giugno del 2015 (nota prot. 8827).

Ecco un esempio di come la macchina amministrativa possa non favorire, se non addirittura ostacolare lo sviluppo e la crescita del tessuto economico. Tre anni per una impresa sono un’enormità, ed è inimmaginabile che un imprenditore che abbia programmato un investimento (come l’allestimento di un dehors), debba attendere tutto questo tempo per capire se può portare avanti con serenità il suo progetto, se è sanzionabile o se un giorno all’improvviso può arrivare qualcuno che gli fa smontare un allestimento che un altro ufficio tecnico ha approvato. Semplificazione, trasparenza e certezza del percorso amministrativo e burocratico non sono concetti privi di senso, ma modelli di sviluppo ai quali Taranto deve guardare se vorrà davvero rinascere dalle sue ceneri.

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