29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 06:30:18

Cronaca

Voragine ai Tamburi, i lavori vanno a rilento

Sono a carico dell’Ilva, già sollecitata dal Comune


Dentro ci finì un
furgoncino con alcuni commercianti
ambulanti. Per
tirarli fuori ci vollero funi e
imbracature. Per fortuna si risolse
con un grande spavento
e qualche ferita.

Era sabato, giorno di mercato.
E solo il caso evitò
conseguenze più gravi. Era
l’11 febbraio 2012. Pioveva
e nel corso dell’inchiesta su
quella tragedia sfiorata tra
via Deledda e via Archimede,
al rione Tamburi, emergeranno
gli atavici problemi di scarsa
manutenzione, con il cattivo
funzionamento proprio del sistema
di raccolta delle acque
piovane e lavori di sistemazione
dell’area del mercato
fatti male.
Il caso è però più complicato.
Perché sotto quella voragine
ci passano le condotte che
l’Ilva utilizza per il passaggio
d’acqua destinato al raffreddamento
degli impianti.

Ce ne
sono quattro: due vecchie, che
risalgono alla costruzione del
siderurgico, e due più recenti.
In totale quattro gallerie che
per circa tre chilometri si
snodano dalla foce del fiume
Galeso fino allo stabilimento.
Attraversano tutto il rione
Tamburi, sotterraneamente,
tra scuole e abitazioni. Dopo
un groviglio tra procedimenti
giudiziari e burocratici, viene
imposto all’Ilva di eseguire
i lavori di rifacimento delle
due gallerie più vecchie.
Sono lavori impegnativi e
complessi, per un importo che
sfiora i 20 milioni di euro. I
lavori vengono appaltati nel
novembre del 2015 e avviati
a gennaio 2016.

Dovrebbero
chiudersi entro luglio 2017,
ma la lentezza con la quale
si procede lascia immaginare
che si andrà ben oltre la data
indicata. E ciò nonostante più
volte il Comune abbia inviato
sollecitazioni all’Ilva.
Fino ad oggi, per quel che è
dato sapere, sarebbero state
installate le centine metalliche.

Mancherebbe tuttavia l’intervento
più massiccio: il getto
di calcestruzzo armato. Ci
vorrà tempo, pare.

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