25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Sequestro Ilva, sale la tensione. Arrivano custodi giudiziari e Noe


TARANTO – Doveva essere il giorno dell’incontro tra il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio ed il pg di Lecce, Giuseppe Vignola. Invece è stata la mattina dell’arrivo dei custodi giudiziari all’Ilva di Taranto. I tecnici nominati dal gip che ha firmato il clamoroso provvedimento di sequestro, la dottoressa Patrizia Todisco, hanno varcato stamani i cancelli della gigantesca fabbrica dell’acciaio, insieme ai carabinieri del nucleo operativo ecologico. Massimo riserbo – come è invevitabile, in questa fase – su quale sia stata, per adesso, la loro attività. Ma, secondo alcune indiscrezioni, i custodi nominati dal giudice delle indagini preliminari ai fini dell’esecuzione del provvedimento di sequestro emesso nei giorni scorsi e non ancora eseguito avrebbero richiesto della documentazione. Ad entrare in fabbrica, insieme ai militari, gli ingegneri dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Per spegnere un impianto imponente e complesso come il siderurgico ionico, ha spiegato lo stesso procuratore Sebastio nei giorni scorsi, occorre prima effettuare uno studio, quindi stilare un progetto, mettere in sicurezza e infine attuare eventualmente il provvedimento disattivan-do gli impianti in modo graduale. “Parliamo di impianti di estrema ed enorme complessità che possono anche essere bloccati ma osservando tutta una serie di misure tecniche per evitare sia rischi per l’incolumità delle persone e sia eventuali danni irreversibili agli impianti stessi. Occorrono tempi tecnici e professionalità tecniche adeguate” le parole del procuratore. Oggi a Taranto, in Ilva, c’era anche Bruno Ferrante, l’ex prefetto di ferro che ha preso il posto di Emilio Riva al vertice dell’azienda. Proprio Ferrante era atteso a Lecce per un vertice, che si annunciava tanto delicato quanto importante, con i magistrati, il pg Vignola ed il procuratore di Taranto. Ma quella che si presentava alla vigilia come una tappa fondamentale nell’ambito del tentativo di dialogo tra magistratura e azienda è slittato, alla luce di quanto avvenuto stamattina, con la tensione in merito al ‘caso Ilva’ che sale ancora. Ferrante aveva chiesto di essere ascoltato come persona informata sui fatti, ma l’incontro è stato rinviato per “impegni sopravvenuti”, secondo quanto trapelato da fonti giudiziarie. C’è molta preoccupazione sul fronte sindacale, con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil intenzionati a chiedere un incontro con l’azienda dopo il passaggio – importantissimo – di questa mattina. L’auspicio dei lavoratori era che, in attesa del pronunciamento del Tribunale del Riesame, che venerdì prossimo dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione dei dirigenti e sul provvedimento di sequestro, venisse di fatto sospesa qualunque attività preparatoria dell’effettiva chiusura del siderurgico. E non si può escludere che l’esasperazione degli operai porti ad anticipare le proteste già da oggi pomeriggio.

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