19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Ilva, il giorno degli interrogatori. Riva e gli altri scelgono il silenzio


TARANTO – Hanno scelto il silenzio, Emilio Riva e gli altri indagati nell’inchiesta per la quale è stato chiesto il sequestro dell’Ilva. Sono otto gli indagati (tra dirigenti ed ex dirigenti) agli arresti domiciliari. Il decreto di sequestro ha riguardato i 6 mpianti dell’area a caldo, mentre le ordinanze di arresto (ai domiciliari) hanno riguardato il patron dell’Ilva Emilio Riva, di suo figlio Nicola, ex presidente dello stabilimento ed ex consigliere delegato, di Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento, di Marco Andelmi, capo area parchi, di Angelo Cavallo, capo area agglomerato, di Ivan Dimaggio, capo area cokerie, Salvatore De Felice, capo area altoforno e Salvatore D’Alo, capo area acciaieria 1 e 2 e capo area Crf.

Sono accusati, a vario titolo, di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. I Riva sono stati interrogati per rogatoria, e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giorno degli interrogatori arriva dopo quello dei custodi giudiziari nello stabilimento, ieri (nella foto i cartelli posti dai carabinieri del Noe). L’arrivo dei custodi nominati dal giudice non ha rappresentato un fulmine a ciel sereno per l’azienda ma è di sicuro un’accelerazione nell’inchiesta. Lo ha spiegato lo stesso presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, in una nota diffusa nel pomeriggio di ieri. “Non siamo stati colti di sorpresa – commenta Ferrante – dall’arrivo dei custodi amministrativi all’interno dello Stabilimento Ilva di Taranto anche se non ci aspettavamo questa tempistica. Vedremo quali saranno le loro decisioni nei prossimi giorni, ma quanto successo non cambia la nostra voglia di lottare e difenderci in tutte le sedi istituzionali. Diremo chi siamo, cosa abbiamo fatto e rivendicheremo i successi in campo ambientale. Non abbiamo nulla da nascondere, non abbiamo mai avuto comportamenti ambigui – continua Ferrante – e alla magistratura contesteremo i dati delle perizie perché crediamo siano parziali, e illustreremo nel dettaglio come abbiamo speso più di un miliardo di euro per l’ambient-alizzazione dello Stabilimento di Taranto e i risultati raggiunti. Siamo sempre disponibili a ragionare – conclude Ferrante – con il governo centrale e locale su soluzioni che possano coniugare ambiente e lavoro. Lo abbiamo fatto in questi giorni, lo faremo nei prossimi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche