29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

Accusato di essere l’esecutore dell’omicidio Axo, tenta il suicidio in carcere

E' stato salvato dai compagni di cella e da un agente di Polizia penitenziaria


Ha tentato il suicidio
nel carcere di Trani,
Antonio Bruno, ritenuto l’autore
materiale dell’omicidio
di Giuseppe Axo.

E’ avvenuto
l’11 aprile scorso ma la notizia
è trapelata solo oggi. Bruno
ha tentato di impiccarsi alle
sbarre del bagno della cella
ed è stato salvato in extremis
dai compagni di cella e dagli
agenti di polizia penitenziaria.
Dopo aver tentato di
togliersi la vita è stato ricoverato
nell’infermeria dell’istituto
penitenziario. E’ assistito
da uno psichiatra. Il giorno
dopo il tentativo di suicidio
il giudice ha decretato la
compatibilità con il regime
carcerario accertata da una
perizia medico-legale.
Il difensore di Antonio Bruno,
l’avvocato Maria Letizia Serra,
aveva infatti chiesto la scarcerazione
del suo assistito per
incompatibilità con il regime
carcerario.

A fine marzo Il presunto autore
materiale dell’omicidio
è stato dichiarato capace di
intendere e di volere e quindi
imputabile.
Lo ha stabilito il medico legale
Gimmy Carbotti che ha eseguito
la perizia psichiatrica
su incarico del gup Pompeo
Carriere.
Nell’ultima udienza si è parlato
della perizia psichiatrica
ma anche dell’autopsia che,
dopo l’omicidio avvenuto alla
Salinella, è stata eseguita del
medico legale, dottor Vinci.
Il gup ha accolto la richiesta
avanzata dall’avvocato Maria
Letizia Serra, difensore dei
presunti autori del delitto, i
fratelli Antonio e Francesco
Bruno e Il rito alternativo è
condizionato alla perizia psichiatrica
su Antonio Bruno e
all’audizione del medico legale
che ha eseguito l’autopsia.

I
familiari della vittima sono
rappresentati dall’avvocato
Egidio Albanese.
I fratelli Antonio e Francesco
Bruno dopo il delitto avvenuto
più di un anno fa sono
stati arrestati dalla Squadra
Mobile in un cantiere edile, a
Taranto 2.
Axo sarebbe stato ucciso per
vendetta dopo un litigio avvenuto
con i Bruno alcuni giorni
prima dell’omicidio.
Una lite alla quale sarebbe
da far risalire la frattura del
setto nasale e dello zigomo
riportate da uno dei fratelli.
Poi una vera e propria esecuzione,
con una mitraglietta
Scorpion, fatta ritrovare in
un cespuglio nei pressi di un
cavalcavia in via Ancona.

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