Cronaca

Bonifiche in Mar Piccolo, solo annunci

E’ quanto afferma Legambiente Taranto


«Nulla sembra poter
scuotere la pesante cappa
di colpevole silenzio che
avvolge la promessa bonifica
del Mar Piccolo di Taranto.
Ogni tanto un accenno, una
notizia di accordi di collaborazione,
un riferimento agli
studi in corso, a progetti e
contratti e poi… più nulla: si
ripiomba nella consueta estenuante
attesa che accada –
davvero – qualcosa.

E’ come
se a tanti fosse bastato il suo
ormai lontano annuncio per
mettersi la coscienza a posto
e lavarsene le mani. Come se a
nessuno interessasse davvero
porsi oggi il problema del
Mar Piccolo e si considerasse
sufficiente decantarne le bellezze
presenti nonostante il
devastante inquinamento dei
fondali».

E’ quanto afferma Legambiente
Taranto in riferimento agli
interventi di bonifica del Mar
Piccolo.
«Col passare prima dei giorni,
poi dei mesi e infine degli
anni (sono quattro quelli che
ormai ci separano dalla nomina
di Alfio Pini, il primo Commissario
alle bonifiche di Taranto),
anche le dichiarazioni sono
diventate più sparute. Come
una speranza che si affievolisce
perché non riesce a nutrirsi di
fatti concreti. O, forse, per la sopravvenuta
consapevolezza che
le parole non bastano, da sole,
a costruire un domani credibile,
ma – al massimo – ad evocare
un fantasma, il fantasma della
bonifica. I numeri sono impietosi
nella loro crudezza: sono
passati più di mille giorni dalla
nomina dell’attuale commissario
alle bonifiche, la dottoressa Vera
Corbelli, ed oltre millecinquecento
da quella dell’ingegner Alfio
Pini. Tanti giorni, purtroppo
ricchi solo di annunci – dicono da
Legambiente.

La realtà dei fatti
è che non si hanno notizie non
solo della bonifica ma neanche
della tanto decantata attività di
pulizia dei fondali, annunciata
ormai due anni fa e che avrebbe
dovuto avere inizio entro la
prima metà del mese di aprile
di quest’anno. A nessuno sfugge,
crediamo, che la rimozione
delle carcasse di auto, natanti
e fusti metallici, dei pneumatici
e dei cassonetti che giacciono
sui fondali del Mar Piccolo non
è la bonifica promessa e che
attendiamo, ma – al più – la
sua premessa. Bene, anche della
premessa abbiamo daccapo
perso le tracce: non abbiamo
infatti letto da nessuna parte né
la notizia dell’effettivo inizio dei
lavori, né una spiegazione dei
motivi dell’eventuale rinvio, né
la comunicazione di una nuova
data da cui decorra l’attività di
rimozione, solo riscontrato il
consueto silenzio.

La realtà dei
fatti, che è più forte di mille
parole, è che sui risultati, anche
parziali, degli studi in corso,
propedeutici alla bonifica, non
si sa nulla: tutto sembra tenuto
rigorosamente sotto silenzio,
senza mai rendere pubblico
alcunché. Non si sa neanche
quando finiranno. Eppure non
sono certo i primi studi sul Mar
Piccolo: Ispra, Cnr, Arpa Puglia
negli ultimi dieci anni hanno già
fornito contributi importanti.
Sarebbe quindi interessante conoscere
i nuovi contributi, poterne
discutere pubblicamente. Ma
anche in questo caso da nessuna
parte abbiamo letto nulla di più
di generiche indicazioni.
Né abbiamo trovato traccia di
qualche domanda – che pure
sarebbe quanto mai necessaria
– posta soprattutto da
parte di chi oggi rappresenta
la città o la regione, dalle
forze politiche, dai tanti candidati
sindaco. Che strano,
in una città come la nostra
dove – a volte – volano stracci
per molto meno.

Noi abbiamo
più volte denunciato il tempo
che passa inesorabile senza
risultati tangibili, l’assenza di
un cronoprogramma e di informazioni
adeguate, la scelta
di non effettuare sperimentazioni.
Ha qualcosa da dire, o
da chiedere, chi governa o si
candida a governare Taranto?
Restiamo in attesa di risposte
– concludono da Legambiente
Taranto – e di poter brindare,
speriamo presto, almeno al
primo “copertone” rimosso
dai fondali inquinati del Mar
Piccolo. Per la bonifica vera e
propria, purtroppo, occorrerà
attendere… non si sa quanto».

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