19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Altro che Festa del lavoro. Le cifre della crisi

Disoccupazione giovanile al 60%


Primo Maggio, festa
del Lavoro. Ma cosa si
festeggia, a Taranto?

Tra i
dati contenuti nel Rapporto
Taranto 2016 della Camera
di Commercio con l’Istituto
G. Tagliacarne sull’economia
ionica – luglio dello scorso anno
– il più allarmante riguarda la
crescita severa del tasso di
disoccupazione, nel capoluogo.
In particolare, sono drammatici
i dati della disoccupazione
giovanile, al 60,6%;
il dato nazionale riporta un
40,3%. Qualche segnale di
vivacità lo si riscontra solo
nell’occupazione femminile.
Nel capoluogo jonico crescono
anche le persone in cerca di
occupazione (37,6%), 4 punti
percentuali in più rispetto al
2014, in controtendenza se si
considerano i valori delle altre
province pugliesi.

Nel 2015, il
71% degli occupati tarantini
ha lavorato almeno 30 ore
settimanali, un dato di poco
inferiore rispetto alle medie
regionale e nazionale. Il tasso
di disoccupazione si attesta
in provincia al 18,9%. E’ basso
anche il numero dei laureati
tarantini, rispetto al contesto
nazionale, il che significa che
non si investe abbastanza in
cultura, un ambito sul quale invece
si dovrebbe lavorare molto
di più. Il valore aggiunto del
sistema produttivo culturale
a Taranto si attesta intorno al
2,6%, nel 2014, il più basso in
Puglia, mentre il dato nazionale
è pari al 5.4%.
Non meno preoccupante è il
profilo degli occupati ottenuto
incrociando i dati del Servizio
Agenzia Lavoro e Formazione
Professionale della Provincia
di Taranto.

ll problema non è
soltanto il lavoro che manca,
ma anche la qualità dello
stesso, quando c’è. Le forme
contrattuali che i datori di
lavoro decidono sempre più
frequentemente di applicare
sono purtroppo le stesse che
vanno ad ingrossare l’esercito
di precari già presente sul
nostro territorio: somministrazioni,
contratti a progetto,
apprendistati, tirocini, lavori
intermittenti e domestici.
Gli avviamenti al lavoro avvengono
per il 90,52% con contratti
a tempo determinato.
Il “tempo indeterminato” copre
soltanto il 6,04% del totale,
mentre le altre tipologie di occupazione
il 3,44%.

Un invito
a riflettere sulla qualità del
lavoro a Taranto, arriva dal Nidil
Cgil provinciale che, il luglio
scorso, ha promosso un Tavolo
nella Camera provinciale del
Lavoro della Cgil. Intanto una
prima lettura delle statistiche
del Servizio Agenzia Lavoro ci
dice che, al 30 giugno 2016, i
disoccupati a Taranto erano
77.953, ovvero 527 unità in
meno rispetto alla stessa data
dello scorso anno (78.480).
Gli stessi dati mostrano una
diminuzione anche del numero
degli inoccupati (38.694 nel
2016, 39.188 l’anno precedente),
mentre gli occupati
che nel 2015 erano 143.874,
al 30 giugno di quest’anno
risultano essere 149.210. Tra
i disoccupati, le fasce di età
principalmente colpite sono
quelle comprese tra i 36 e i 44
anni (oltre 20 mila persone) e
i 45 e 54 anni (oltre 20 mila
anche in questo caso).

I ragazzi tra i 18 e i 26 anni (oltre
11 mila) sono i più coinvolti
nella fascia degli inoccupati,
coloro i quali infine possono
contare su un lavoro sono
42.329 e la maggior parte di
loro ha un’età compresa tra i
36 e i 44 anni. Gli avviamenti
al lavoro si registrano per lo
più nel settore agricolo, con
il 53,70% del totale, seguito
dall’ambito dei servizi, con il
40,54% e dall’industria dove si
riscontra una percentuale pari
al 5,59%.

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