27 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Febbraio 2021 alle 16:29:51

Cronaca

Appalto Ilva, «Lavoratori trattati come bestie»

Le accuse della Filcams Cgil: Costretti a tornare a casa con gli abiti sporchi


«Come bestie. Costretti
a tornare a casa con
gli abiti sporchi dell’acciaieria,
o a cambiarsi dentro un
container. Come bestie, senza
mensa, senza nessun servizio,
costretti ad assistere
al ping pong di responsabilità
tra l’azienda committente
e le aziende appaltatrici.
Lo sciopero non sembra
essere servito
a nulla,
se non che
tutti fossero
messi a
conoscenza
del problema
assurdo che
i lavoratori
dell’appalto
stanno vivendo».

E’ l’amaro
commento di
Mauro Palmatè,
segretario
della
Filcams Cgil
di Taranto in
riferimento
alle aziende
che operano nell’appalto
dell’Ilva.
«Siamo ormai arrivati al ridicolo,
perché da una parte si
legge che l’Ilva avrebbe già
garantito in maniera “spontanea”
le soluzioni, mentre
dall’altro le aziende dell’indotto
continuano a sostenere
di non poter provvedere
agli spogliatoi e alle mense
per la mancanza di aree
dedicate in zone protette e
sicure. Il rimpallarsi delle
responsabilità sembra quasi
concordato, tanto quanto è
ridicolo, ma nei fatti, come
al solito, a pagarne le conseguenze
sono solo i lavoratori
e le loro famiglie».

«Chiediamo
con f or z a
che tutti gli
attori coinvolti
intervengano
per
risolvere la
questione,
mettendo in
campo tutte
le risorse
necessarie
per ridurre
al minimo i
disagi per i
lavoratori,
che nono –
stante tutto
– continua
Palmatè –
perseverano
nel loro lavoro con la stessa
professionalità e abnegazione
dimostrando, i lavoratori,
un fortissimo senso di responsabilità».

«Lo stato di agitazione continuerà
e non escludiamo
al momento più eclatanti
azioni di denuncia».

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