29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 22:09:00

Cronaca

Gioia e rivoluzione al corteo degli 8mila


TARANTO – Gioia e rivoluzione. I due cortei si sono mossi all’unisono partendo da zone opposte dalla città. Traffico paralizzato in una giornata segnata dalla contestazione. Al ponte di pietra si sono dati appuntamento i lavoratori dell’Ilva appalti, portuali ed altri, per percorrere via Cariati, ponte Girevole e via D’Aquino. Negli stessi minuti dall’Arsenale ha preso le mosse il corteo principale, anche questo organizzato dai sindacati. Un paio d’ore per percorrere le vie del centro per poi confluire in piazza della Vittoria. In coda i dissidenti del “Comitato di cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Al corteo hanno partecipato in massa, oltre agli operai dello stabilimento siderurgico tarantino, i lavoratori del Gruppo Trombini, dell’appalto Eni, della Neptunia. Nutrita la schiera dei Pensionati presenti con più striscioni.

Secondo i sindacati sarebbero circa 8mila i lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione di stamattina. Non appena in piazza della Vittoria ha fatto capolino il corteo dei dissidenti si è capito subito che il comizio non sarebbe andato avanti per molto. Contestazione ai sindacati: “Venduti, venduti”. Dopo circa mezz’ora l’annuncio di un rappresentante sindacale: “Il comizio di Cgil, Cisl e Uil è concluso e si sposta in piazza Garibaldi”. Pochi metri per percorrere la strada che separa piazza della Vittoria da piazza Garibaldi per capire se il comizio dei sindacati riprenderà o meno, ma nulla. In quel momento, in corso Umberto, sfilano un gruppo di operai dell’Ilva. I “ritardatari” dopo aver attraversato il ponte Girevole percorrono corco Umberto, via Cavour, via D’Aquino per tornare sul ponte ed avviare un estemporano sit-in (ne parliamo in questa stessa pagina). Nel frattempo in piazza della Vittoria la situazione è cambiata. I “dissidenti” hanno lasciato la piazza per spostarsi ai margini. Sul palco salgono nuovamente i segretari confederali che vengono sonoramente fischiati. Poi attimi di tensione (come raccontiamo a pagina 3) con i poliziotti che cercano di far indietreggiare i “dissidenti” che raggiungono comunque piazza Immacolata in maniera pacifica.

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