29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00

Cronaca

Ilva, tensione in piazza


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TARANTO – Ore 10.30: “Per noi, Cgil, Cisl e Uil, la manifestazione è conclusa” grida lo speaker dal palco in piazza della Vittoria. Non sarà così, ma la tensione si respira fortissima nell’aria quando si ferma la manifestazione dei sindacati contro il rischio chiusura dello stabilimento siderurgico Ilva, dopo il sequestro dell’area a caldo disposto dalla magistratura. Lo stop arriva quando fa irruzione un gruppo formato da un centinaio di ‘dissidenti’, alla cui testa – già dall’inizio del corteo di fronte all’Arsenale – c’è un vecchio apecar. “Siamo il comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti” scandisce uno di loro. Ci sono esponenti dei Cobas, i ragazzi dei centri sociali. Alcuni rappresentanti del gruppetto salgono sul palco, per poi riscendere poco dopo. Vogliono parlare. Gli strali sono proprio contro i sindacati, “che sono al fianco dell’azienda, come è sempre stato”, e parlano di “strage di Stato, come a Bologna” per l’inquinamento. E’ una lunga mezz’ora per chi si trova in piazza, tra poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa ed i ‘contestatori’ che gridano di non sentirsi più rappresentati dalle sigle confederali Cgil, Cisl e Uil.

E che, lentamente, indietreggiano, sotto gli occhi degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine. Il clima è pesante, ma la situazione non degenera. Vola qualche fumogeno, e più di qualche parola grossa, mentre dal cielo, senza nemmeno una nuvola in un caldissimo primo agosto, guarda tutto l’elicottero della Polizia che gira senza sosta. Mentre l’apecar si dirige verso piazza Immacolata, dove terminerà la sua corsa, di fronte alla chiesa del Carmine Cgil, Cisl e Uil si riprendono piazza della Vittoria, dopo che si era pensato di continuare la manifestazione in piazza Garibaldi. Qualcuno dei dissidenti però è rimasto, e sono ancora fischi. Dopo poco tocca a Susanna Camusso, segretaria della Cgil, concludere la manifestazione mentre Luigi Angeletti (Uil) e Raffaele Bonanni (Cisl) avevano parlato prima dell’interruzione, per ribadire quella che è la linea dei confederali: ambiente e lavoro a Taranto possono e devono coesistere, la città e l’Italia non possono rinunciare all’Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Proprio in piazza della Vittoria si erano incontrati i due corti che le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil con le rispettive categorie dei metalmec-canici avevano organizzato con partenza da Arsenale e ponte di pietra.

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