27 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Febbraio 2021 alle 16:29:51

Cronaca

Processo Città Nostra, cinquanta imputati dal Gup

Oggi l’udienza: si preannuncia una raffica di richieste di rito abbreviato


Processo Città Nostra:
si prennuncia una raffica
di richieste di abbreviato.

Il
gup del tribunale di Lecce questa mattina esaminerà la posizione
di cinquanta imputati.
“La città è nelle nostre mani”
aveva detto agli affiliati il presunto
boss Cosimo Di Pierro.
Per imporre la propria egemonia
l’organizzazione aveva
dichiarato guerra agli altri
gruppi malavitosi. Una guerra
che alla fine del 2014 ha raggiunto
la fase più cruenta con
una escalation di sparatorie
nelle vie della città.
A giugno del 2016 in 33 sono
stati arrestati.

Gli investigatori
della Squadra Mobile durante le
indagini hanno anche ripreso
in diretta un rito di affiliazione
all’organizzazione mafiosa e
hanno recuperato un numero
“rilevante” di armi. Durante
il blitz sono state sequestrate
cinque pistole e droga. Nel
corso delle indagini invece erano
state sequestrate cinque
pistole e due bombe. Secondo
gli investigatori il clan si era
alleato con un gruppo criminale
capeggiato da Gaetano
Diodato e da Angelo Di Pierro
(figlio di Cosimo Di Pierro) specializzato
nel traffico di droga
e un gruppo facente capo a
Nicola Pascali, molto attivo nel
racket.

Dalle indagini è emerso
che i rapporti tra i gruppi inizialmente
erano conflittuali e
che in un secondo momento si
erano stabilizzati viaggiando
su binari di reciproca tolleranza
se non di collaborazione. Le
indagini sono iniziate nell’aprile
del 2015 dopo che a Cosimo
Di Pierro erano stati concessi
i “domiciliari” per motivi di
salute. Dalle intercettazioni
telefoniche e ambientali è
emerso che il presunto boss
avrebbe voluto impossessarsi
della città ricostruendo una
organizzazione criminale che
poteva contare sulla disponibilità
di armi e di esplosivo.

Nel mirino del gruppo commercianti
del Borgo e del rione
Solito. Di Pierro, il cui gruppo
era legato alla Scu, poteva
contare su numerosi giovani
fedelissimi che ne rappresentavano
il braccio armato. Per
rafforzare il legame tra i sodali
erano previste anche cerimonie
di iniziazione e di affiliazione
sulla falsariga dei rituali di
matrice ‘ndranghetista da cui
veniva mutato anche il gergo.
Il rituale praticato dagli
affiliati al clan Di Pierro era
articolato in più fasi. Vi era
una prima fase in cui veniva
recitato, come una litania, il
testo propiziatorio contenente
i canonici riferimenti a Mazzini,
Garibaldi e Lamarmora seguito
poi dalla “punciuta”, cioè
il rito della puntura dell’indice
della mano con il sangue che
viene adoperato per imbrattare
una immaginetta sacra a cui
viene dato fuoco. La polizia ha
filmato un rito di affiliazione
all’organizzazione mafiosa.

Durante le indagini poi è stata
fatta piena luce sul raid armato
compiuto in un ristorante della
litoranea e i cui furono feriti
Seyed Rahim Banishoeib e Gregorio
Cicala. L’intercettazione
delle conversazioni all’interno
dell’abitazione di Di Pierro nei
giorni immediatamente successivi
ha fornito agli investigatori
gravi indizi in ordine al
coinvolgimento nell’ episodio
di Nicola Pascali e di Egidio
De Biaso, fratello di Giulio De
Biaso, arrestato dai carabinieri
pochi minuti dopo il fatto.
I carabinieri intervennero
dopo il raid a suon di piombo
nel ristorante della Marina di
Leporano. Mentre uno di tre
autori era riuscito a eclissarsi
a piedi gli altri due erano fuggiti
a bordo di una Peugeot
206, macchina che era stata
fermata dopo un breve inseguimento.
Mentre il passeggero
era riuscito a far perdere le
proprie tracce il conducente,
poi identificato in Giulio De
Biaso, era stato bloccato dai
militari dell’Arma.

Nell’auto i
carabinieri avevano trovato
alcuni passamontagna, un
telefonino cellulare e un portafogli
mentre nelle vicinanze
del locale era stata rinvenuta
una mazzetta di banconote
per 850 euro, provento della
rapina. Banishoeib era stato
più volte colpito al capo con
il calcio della pistola ed era
stato costretto a consegnare
il portafogli. Poi uno dei tre
aveva esploso colpi di pistola
contro Banishoeib e contro
Gregorio Cicala.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche