24 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Gennaio 2021 alle 14:34:27

Cronaca

Latte, l’allarme degli allevatori

La denuncia: il prodotto in stalla ha lo stesso prezzo di 20 anni fa


«Sono inaccettabili le dinamiche secondo le
quali un litro di latte alla stalla costa nella migliore delle
ipotesi tra i 37 e i 39 centesimi – stesso prezzo di 20 anni
fa – e un litro di latte al consumo arrivi a costare da euro
1,30 fino ad euro 1,60. La vera e unica indicizzazione di cui
il comparto zootecnico in provincia di Taranto ha bisogno
è il vincolo indissolubile tra il prezzo del latte alla stalla
e il costo di latte e formaggi che i consumatori acquistano
nei negozi e nei supermercati.

Chiediamo, al contempo,
che vengano intensificati i controlli, in modo da garantire
la reale applicazione del Decreto sull’indicazione obbligatoria
dell’origine del latte in etichetta, entrato in vigore
il 19 aprile scorso, una infallibile cintura di sicurezza per
i nostri allevatori che devono poter competere alla pari e
per la salute dei consumatori che devono poter scegliere in
maniera consapevole quello che acquistano e mangiano».

E’ la denuncia del presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso
Cavallo, riguardo ai prezzi bassi del latte “alla stalla” che
stanno costringendo gli allevatori al default. Per questo
Coldiretti Puglia ha chiesto all’assessore regionale alle
Risorse Agroalimentari Di Gioia la convocazione urgente
del tavolo della filiera lattiero – casearia, per concordare
un prezzo del latte regionale, di cui si sente fortemente
l’esigenza.
«Alla luce dell’entrata in vigore del Decreto sull’etichettatura
obbligatoria, sono determinanti scelte chiare
sotto svariati aspetti, a partire dal “sostegno ai sistemi
produttivi e della trasformazione – scrivono Direttore e
Presidente di Coldiretti Puglia, Corsetti e Cantele nella
lettera all’Assessore Di Gioia – in termini promozionali e,
più in particolare, in termini di programmazione di fondi
pubblici che debbono, a nostro avviso, concentrarsi su
aziende e filiere che esaltino il valore del Made in Puglia».

«È evidente a tutti che non esistono norme che impongano
limitazioni, in un contesto di scambi globalizzati, ma è
altrettanto evidente quanto le sensibilità circa il ‘consumo
consapevole’ dei consumatori non siano “ininfluenti”».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche